sabato 15 gennaio 2011

Devo chiamare Tom Cruise?

Secondo appuntamento dal parrucchiere oggi, intendo da quando siamo arrivati nella capitale.
Tra Germania e Austria prima, non ho mai voluto sperimentare i tagli d’oltralpe, scettica da quanto vedevo intorno a me. Qui invece, complici anche i costi per un rientro regolare in terra natia solo per una sistematina, non ho avuto scelta. Ma sono stata fortunata. Il parrucchiere é un po’ come il medico, il ginecologo, il dentista….se ti trovi bene, sei restio a fare esperimenti altrove.



Bon.

La giornata era pianificata come segue (io pianifico benissimo) :

1. colazione tranquilla in famiglia, é sabato, tutti siamo riposati e sorridenti

2. passaggio delle consegne e della prole al marito,  tutto nei dettagli e figlie già pulite-vestite altrimenti se ne esce con un « ma non me l’avevi detto »

3. passaggio veloce in merceria, che con la prole e passeggino modello ammiraglia é paragonabile ad un a cristalleria

4. acquisto farina di soia al negozietto bio li’ accanto, che con la prole… v.punto precedente

5. atterraggio dal coiffeur , assaporando  2-3 orette di pace senza mocciose e corse

6. rientro  per pranzo trovando le bambine già rifocillate (v. punto 2), pulite e sorridenti davanti alla tv per una puntatina di Chegginton mentre io e mio marito ci gustiamo un caffè in santa pace per una volta. Abbiamo programmato un’uscita all’aria aperta per il pomeriggio.

Come é realmente andata :

1. notte irrequieta, per 3 volte sono riuscita a scivolare sotto il piumone nel mio letto prima che la puffa iniziasse a suonare l’allarme mamma-dove-sei e la sirena dove-é-finito-il-ciuccio. Alla quarta volta (erano le 6.45) ho mandato mio marito, che prontamente mi ha portato le due fanciulline nel lettone. Tutti svegli. Io mi sono impuntata nel volere rimanere sotto le coperte, ma tra la grande che mi ha portato caffé con le uova direttamente dalla sua dinette , marito che arriva con la tazzina di caffè vero e puffa che strilla che vuole il « cacurt » (yogurt) non ho comunque chiuso occhio, mi sono dovuta alzare.

2. passaggio delle consegne quasi regolare, marito che fa « mmmm » davanti al pc e figlia grande che riufiuta di andarsi a vestire, lavare e pettinare perché « lo faccio con papà ». Okkei.

3. e 4. ok

5. arrivo trafelata,  ma puntuale, mi metto la mantellina e mi siedo. Ohhhh. Pace e sane chiacchiere da salone, sottofondo musicale con Vanessa Paradis, vabbè ha una bella voce.

5bis.  mentre mi stanno incartando la testa con l‘alluminio passa la famigliola per un salutino

5ter. non ho finito ancora la posa-stagnola (ho una massa di capelli , io), la famigliola ripassa di là mostrando segni evidenti della puntatina in boulangerie e la grande vuole restare. Okkei, la coiffeuse ha un baule di giochi,  cosi’ la primogenita si distrae e non fa macelli. Quando finalmente posso muovermi come si deve , mi rivesto e mentre pago noto che la figliola non si é pettinata (almeno non di recente come lei sostiene), ha un buco nelle calze e le scarpe decisamente polverose.

6 Appena messo piede in casa, la grande si fionda sulla piccola e insieme mangiano di soppiatto una caramella, la puffa smette di strillare e accetta di buon grado, mentre mio marito é pacifico in cucina a prepararle il pranzo : é l’una ormai, tardi per qualcuno abituato alle pappe alle 12 massimo, e in più non ha dormito, quindi a tavola collaborazione zero. Deve finire la caramella. La grande idem, e poi non ha fame con un croissant pappato alle 11 e una caramella in bocca, no ? Strilli, pianti e incavolature varie, mangio in 5 minuti crono caffè compreso, cambio pannolino a carico mio cosi’ come l’addormentamento della puffa. In 2 minuti dorme, la grande invece é arrabbiata e continua a rigirarsi nel letto.  Chissà quando e di che umore si risveglieranno, poi avranno fame etc.

Morale :  quello che sembra facile, con i bambini puo’ diventare mission impossible, anche se deleghi a persone di fiducia.

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