mercoledì 2 aprile 2014

Tete à poux!

Quelle horreur, mon Dieu!

Dopo aver scampato la piaga, facendo una sommatoria tra le due pupe, per 6 anni tra scuola materna ed elementare (il nido non conta), sul 7° siamo cadute. E poi ricadute!

Non è un errore il "ri-cadute", abbiamo appena fatto il bis. E non è un errore il plurale: la prima volta ero sicura di averli pure io (inevitabile con la seconda spesso in braccio e spesso nel lettone), con la seconda ho iniziato a grattarmi al solo sospetto...

Quest' anno alla materna  credo di aver trovato l' avviso

"si è verificato un caso di pediculosi" 

affisso  nell' ingresso  almeno una volta al mese. Ed ho firmato il foglio - a certificare che avevo BEN controllato mia figlia e nel caso iniziato il trattamento, pena esclusione dalla materna fino a impiccio risolto - tutte le volte.

A guardare solo il lato statistico, la mia peste era destinata a beccarseli e pure a ri-beccarseli, essendo nettamente  a debito.

Peccato che la piccola abbia una zazzera lunga e mossa, del tipo che i codini fatti al mattino a colazione non tengono fino all' ingresso a scuola (non resistono alla sua manina che vola a togliersi elastici, mollettine e fascette appena varca la soglia dell' aula, l' ho vista!!!) ....

Per fortuna che ho l' asciugatrice.... ma è comunque impossibile, dopo aver preso la piccola alla materna nel pomeriggio, verificare la testolina e, se i maledetti sono presenti, trattare la testa, ribaltare mezza casa e infine  lavare tutto a 90°, perchè  tutto sia pronto e asciutto l' indomani: cuscini, giacche, lenzuola ,moltiplicato per 4, tutto in lavatrice in una serata (o nottata)???

La prima volta ho preso uno shampoo + pettinino a 35 euro formato famiglia (tutti con la cuffietta per 10 minuti, bis a distanza di 7 giorni) e fuso pettini e spazzole tentando di bollirli in pentola.

Non me la sono sentita di usare il metodo "maionese", troppo lavoro....

Non ho il divano sfoderabile. Ed ho scordato di trattare il poggiatesta del seggiolino della macchina. Tutto il resto ha visto la lavatrice, giuro!

La seconda volta ho cambiato shampoo (14 euro), niente cuffietta, ho trattato solo la sottoscritta e la piccola "dispensatrice di bestiole/ovetti", lavato biancheria e giochi. Alcuni peluches erano ancora in quarantena dalla precedente calamità, un criceto giocattolo stava  in freezer da allora. Ce l'ho lasciato ed ho ne ho aggiunti un altro paio per compagnia, più il pettinino.

La tete-à-poux, stando a mia suocera, è quella di mio marito:  ogni pidocchio annunciato in arrivo in tutta la ville intra muros et banlieues, era certezza assoluta che avrebbe soggiornato da lui.
Io ricordo un solo episodio quando ero piccola.
La mia grande per ora nisba! Così come il marito, per fortuna.
Ma la piccola fa per tutti.......................................................e condivide con mamma....................sob!

domenica 30 marzo 2014

Si impara sempre....

... anche da un braccio rotto!

Questo perchè, dopo aver ripreso a scrivere il corsivo di seconda elementare per aiutare nei compiti mia figlia mentre aveva il gesso (al braccio destro, naturalmente), mi sono ritrovata con una serie di magliette che  avevo dovuto bucare per fargliele indossare con   la fascia provvisoria ante-gesso.

Problema:
 come spiegare alla 7enne divertita ed alla 4enne stupita il perchè mamma - dopo aver spiegato e rispiegato che "le forbici si usano solo per la carta, mai su vestiti, capelli, tende, bambole.." etc  - si rimangiasse tutto per tagliare canottiere e maglie e permettere alla manina immobilizzata di sbucare ad altezza ombelico .....




Grazie al post di Pia, mi sono pure divertita a creare alcune forme e cucirle: dal semplicissimo cuore in jeans, all' albero di Natale (o qualcosa del genere) sulla camicia da notte marcata a motivi Xmas, alla t-shirt comperata da poco che era piaciuta tanto e volevamo salvare.

Detto fatto! E Naturalmente sono particolarmente soddisfatta del rametto di foglioline in bianco e nero della prima foto...

Da ripetere assolutamente alla prossima occasione!!!

mercoledì 26 marzo 2014

L' ora di buio

Diffondiamo il messaggio, è un' ottima iniziativa da spiegare anche ai bambini! E lezione a parte, fonte di attività creative....



lunedì 24 marzo 2014

Cosmesi evo

Trattasi di ideuzza recente, nata dalla curiosità dello spignatto ormai fisso in casa, tempo permettendo.

Al di là delle preparazioni casalinghe per le pulizie (rapporto qualità/prezzo/tempo impiegato e reperibilità dei prodotti nonchè facilità di esecuzione, tutto ottimale con un pizzico di organizzazione, a mio avviso), mi piacerebbe provare  con produzioni cosmetiche a schifezze ZERO e km ZERO.

Quindi:

- schifezze zero: abbastanza facile tutto sommato, nulla che abbia nomi diversi dal latino o di chiara origine sintetica. Ci sono diversi produttori/rivenditori che propongono il necessario, tutto sta nell' avere chiaro cosa si desidera autoprodurre e quali sono le motivazioni che ci spingono a farlo.

- km zero: facile pure questo, stare su prodotti locali . E qui mi sto documentando....
L'ottica è quella di scremare l' INCI al massimo.

- confezione minimal, pratica e riutilizzabile: ovvero sostenibile. Autoproduco da pochissimo, ma quanta plastica si compera, si usa e si butta. Inutilmente. E poi ci stupiamo dell' inquinamento in giro...

Allora, cosa produciamo in regione, di qualità e di adatto alla cosmetica per proprietà  nonchè di facile reperibilità ed a costi contenuti? Bio possibilmente, ma non dimentichiamo che a volte le certificazioni sono solo il pezzo di carta in più  rispetto a quello che un produttore già fa.

Mi vengono in mente :
- l' olio evo della zona dei laghi
- con tutta l'uva della zona, ci sarà un produttore di olio di vinaccioli da qualche parte e pure di alcol alimentare (unico conservante, con l' aggiunta di qualche olio essenziale ad hoc forse) ?
- i limoni 
- le erbe officinali che crescono bene a questi climi o che vengono prodotte localmente  senza uso di composti chimici , ce ne sono un bel po': alloro, timo, lavanda, calendula, menta, salvia, ....
- i prodotti dell' apicoltura , per esempio cera, miele e propoli 

La gamma del producibile mi pare sufficientemente vasta da poter essere sostenibile per le esigenze "cosmetiche" standard - passatemi il termine -  di una persona. Nonchè per i saponi a freddo.

Le domande sono due, a questo punto:
- quali sono i prodotti di base che compongono la nostra personale referenza cosmetica e che ci portiamo sempre dietro? 
Personalmente mi servono (data l' età, ormai, ahahah): una crema notte ed una giorno, un burro per il corpo, un balsamo per le labbra,una crema mani/piedi, in aggiunta alle abbinate dentifricio/colluttorio e shampoo-balsamo/docciaschiuma.
- è possibile produrre solo e quasi esclusivamente on demand (per questioni di conservabilità ) ed in formati ragionevoli ?

 Altra cosa: la profumazione, per come la vedo io (da non esperta del settore, ma da utilizzatrice  con preferenze proprie....):

Fermo restando che le piante hanno una propria specificità in termini di proprietà cosmetiche ( e di periodo aromatico), gli oli essenziali e le acque aromatiche sono un plus in cosmesi, apportando la nota della profumazione. Ma per una cosmetica  che non sia solo visibile/odorabile, bensì principalmente benessere/cura della persona, il profumo in sè non è il fattore principale che ci spinge alla scelta.
Quantomeno, non dovrebbe esserlo, parere mio.
I componenti scelti per la creazione di un cosmetico hanno già una loro profumazione, molto tenue a volte o così tenue da risultare quasi nulla, ma è una questione di percezione: siamo così abituati alle profumazioni industriali/sintetiche che non le scindiamo dalla funzione principale del prodotto (basti pensare a quei prodotti che ci vengono pubblicizzati con un "buon profumo di pulito"; alle scie che lasciano certe persone  incrociate per strada; c'è chi vuole un deodorante profumato; c'è chi detesta il profumo di marsiglia dei detersivi, non sapendo che un sapone di marsiglia puro ha tutto un altro odore).

Qualcuno sa dirmi se esistono produttori italiani  di prodotti cosmetici a base di evo (e INCI limitatissimo nonchè verificabile)?

venerdì 21 marzo 2014

Couture pour le tofu?

Je n' arrive pas à faire grand chose depuis quelque temps, alors juste un petit bout de tissu recyclé d'une vieille chemise et un petit yoyo sur le coin pour faire plus jolie (= moins moche).... peu importe.... le grand rectangle est parfait pour filtrer mon lait de soja auquel j'ai rajouté du nigari.

Et voila mon petit pain de tofu, pour 3 voir 4 petit-dejs...




Per il gemmoderivato di ribes nero , è " in progress": dovrei poterlo filtrare e imbottigliare ad inizio aprile!!

domenica 23 febbraio 2014

Domenica di sole e giardino

In realtà di giardinaggio si è fatto ben poco, causa bimba piccola raffreddata e bimba grande alla sfilata di carnevale: giusto giusto un giro veloce per cominciare a ripulire le aiuole, notare che una lavanda è seccata completamente, ma che il pot-ghetto si porta benissimo. Ho piantato l' aglio e sto meditando su dove piazzare l' echinacea quest' anno......


Iniziano a fiorire i narcisi ed i crochi, ci sono i germogli ben evidenti di tulipani, gigli, rosai e ortensia.

Dei miei lavori casalinghi si può dire ben poco, causa fine settimana overbooked e settimane che paiono luuuunghe e stancanti (sarà la primavera o l' età?): ho fatto del sapone alla cenere e del cucito (v. foto),



delle finte tigelle con la pasta madre e qualche crema per la famiglia,



 ma sto aspettando di provare a produrre il gemmoderivato di ribes nero, ci vorrà qualche settimana ancora, temo.
Sarà per la sottoscritta intanto, da provare, ma gli usi poi sono molteplici, con bimbi in casa..... dato che come antiinfiammatorio generale pare funzioni benissimo...

Dei miei acquisti di materie prime su un sito dedicato, sto scremando quello che posso autoprodurre, in particolare l'oleolito di alloro (che adoro per i saponi-shampoo) e quello alla calendula (che per le creme per il corpo- e le insalate - è buonissimo).

A' suivre...

sabato 22 febbraio 2014

Sentirsi vecchi

Dicono che a quarant' anni si tirano i primi risultati della vita.

Ma la riflessione inizia secondo me quando cominci a dire troppo spesso "quando andavo a scuola io...", "quando ero più giovane..." oppure ancora "andavamo a scuola insieme, erano solo ....mmmm....20 anni fa....ops!"  Discorsi che chi ha figli inizia a fare dopo pochi anni dalla nascita del bebè.

Oppure ancora quando i capelli  bianchi in testa cominciano ad essere davvero troppi "alla mia età"!

Tra poco dovrò appurare se - quelle poisse! - allasoglia degli anta sono una delle vittime dell' artrosi all' anca, che generalmente colpisce le donne over 50....

Comunque, questo post nasce da una vicenda  parascolastica (mia figlia frequenta le elementari): ieri sono andata ad una riunioncina semiimprovvisata tra genitori e parroco e catechista ed è stata l' ennesima volta in cui è stata suonata la manfrina del "metodo di insegnamento obsoleto". Anche per la catechesi, sì.

Quando una 30ina di anni fa ormai (orrore!) frequentavo la catechesi, il gruppo si recava a casa della catechista. Si stava un' oretta seduti intorno ad un tavolo ad ascoltare un pezzo del vangelo e la catechista animava poi la discussione con spiegazioni, domande, altre letture etc.E poi a casa. Si iniziava in seconda elementare e si finiva in terza con la Comunione.

Adesso si inizia in seconda e si finisce con la Comunione in quarta elementare. Gli incontri si fanno all' oratorio perchè: 1. le case non sono in genere così grandi da ospitare un gruppone di scolari ma principalmente perchè 2. il gruppone non se ne sta un'ora tranquillo attorno ad un tavolo in casa altrui.
Quindi si va all' oratorio.
Niente di male, anzi.

Peccato che - su richiesta espressa della catechista di mia figlia sull'essere affiancata da un genitore a turno - quando io mi sono dichiarata disponibile a restare (con la piccola dietro), non ci fosse modo di darle una mano:
ragazzi liberi di giocare a rugby (maschi, uno sull' altro a terra, palla volante, corse intorno ai tavoli)
altri in piedi sul tavolo (uno quasi se lo beccava nei denti tirandoselo addosso)
ragazzi che si provocano lanciandosi lo zaino da un capo all' altro o si rubano per gioco gli oggetti
ragazze che si lanciano i peluches
uno che gioca al nintendo
altri due che ascoltano musica con le cuffie
uno correndo e spintonato da un altro ha leggermente sbattuto la testa sul muro
qualche parolaccia par ici et par la
chiasso generale dovuto al fatto che non si può parlare meno forte dell' altro

La catechista, per separare due attaccabrighe,  ne manda uno (seguito poi da un amico ) fuori nel corridoio. Ma c'è il furbetto di turno che chiede "perchè lui sì e io no?" prima di seguire l' amico con il benestare della catechista stessa.
Del gruppetto disposto ad ascoltare, uno dichiara di voler leggere la parabola del giorno ed altri 3 o 4 disposti ad ascoltare (nel baccano generale...) per poi leggere a turno, un paio intanto disposti a mimare la parabola fino a che, non capendo bene alcune parole, hanno lasciato perdere.

Io non avevo direttive su come "aiutare le catechista" quindi nell' attesa mi sono limitata ad un paio di tentativi del tipo "perchè non abbassiamo un poco la voce per ascoltare la storia?" oppure "perche non ascoltiamo la canzone tra 5 minuti, dopo la lettura?" Come fossi trasparente. E la catechista a calcare la mano indifferente "ma no, lasciali fare".

Al che dopo la seconda partecipazione, con mia figlia restia ad uscire apposta di casa il venerdi sera  per recarsi a catechesi "troppa confusione, non mi piace e sono stanca, mamma",  ho informato la catechista che forse era il caso di modificare un pelo l' impostazione e chiesto se altri genitori avessero espresso un qualche parere in proposito. Sapevo che almeno un paio avevano avuto le mie stesse impressioni, ma ho fatto la gnorri.

Alla riunione, convocata principalmente per capire quale fosse il problema, il rigirare la frittata si è rivelata un'arte:
la catechista è volontaria
la catechista non è responsabile della disciplina, non avendo gli stessi strumenti di un insegnante.... (qualcuno mi spieghi, per favore)
i bambini sono numerosi, impulsivi, a fine settimana hanno bisogno di scaricarsi e non di stare seduti ancora - dopo 8 ore di scuola per  gg -  per un' ora di stampo militare "come ai vecchi tempi" (perchè ai vecchi tempi funzionava, ed in soli due anni?)
ai bambini non si possono insegnare concetti teologici ma solo cose "a presa immediata" ( il rispetto magari, no?)
la catechista non puo fare tutto da sola, i genitori dovrebbero coordinarsi a turno per essere presenti (non impossibile, ma nemmeno scontato, quindi non mi organizzi la catechesi su queste basi)
i genitori devono motivare i ragazzi presentando la catechesi come un' occasione, non una costrizione (ma non certo come una sala giochi, perchè per quello almeno decido io l' orario e le tempistiche quando mi aggrada, no? e poi mia figlia è anche maggiormente contenta...)

Soluzione proposta (dalla sottoscritta): splittare il gruppo per ridurre il caos e alternarli settimanalmente ( cassato perchè" assolutamente diseducativo e contrario ai principi dell' insegnamento della catechesi" - qualcuno mi spieghi perchè nessuno in riunione l' ha fatto)
soluzione alternativa proposta (dalla sottoscritta): se il programma del primo anno è ormai stato fatto (a detta della catechista), concludere per quest' anno e vedere se l' anno prossimo il gruppo è cresciuto un pochino per permettere una catechesi un pelo più realizzabile (cassato perchè "allucinante, i bambini devono potersi riunire e frequentare ad ogni occasione"-ndr. catechista con gli occhi fuori dalle orbite)

Soluzione votata: spostare la catechesi dal venerdi al mercoledi  ed i genitori concordi nell' insistere sull'importanza della catechesi

Come si chiama questo?



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