giovedì 28 maggio 2020

Saponi a km zero


La natura è generosa . Mai come in questo periodo particolare possiamo riconoscere quanto conta l’ ambiente  per la nostra esistenza. Alzi la mano chi è d' accordo.


Non possiedo un giardino enorme e sono gia fortunata così, inoltre mi piace dedicarmi (con risultati molto altalenanti, a dire il vero) a piante & co, dentro e fuori casa: in primavera in particolare si riparte intensamente, tra talee, raccolte, innaffiature, trapianti o rinvasi.



Bene, a farla breve: nella zona climatica dove risiedo e nel piccolo giardino che ho, posso raccogliere in abbondanza menta, alloro, lavanda, rosmarino e calendula.


C’ è quindi di che ritenersi autonomi per la produzione casalinga di sapone, shampoo e cosmetica di base per la famiglia. Per alcuni esempi potete vedere le foto in post precedenti.



Oggi il focus va a due soggetti particolari:


  • Sapone da bucato Marsiglia, che produco nelle versioni lavanda / alloro / rosmarino. Non c’è un protocollo vero e proprio per l’ utilizzo del nome nel sapone omonimo, ma siccome lo produco tutto olio extravergine di oliva (dal 90 al 100%,  a seconda della disponibilità delle materie prime) mi piace chiamarlo cosi. E poi ne faccio scaglie pronte all’ uso.
  • Sapone mani: alla calendula, lavanda, rosmarino, alloro naturalmente ma con varianti di forma/profumazioni (e anche no), ingredienti che variano in base al lotto.  Personalmente ne uso abbondantemente anche per il corpo e ne ho alcuni ulteriormente specifici per i capelli.
A breve fotografie dei primi lotti di quest' anno, se avete domande o suggerimenti, chiedete o scrivete pure!

mercoledì 27 maggio 2020

Evoluzione


Ovvero piccole attività crescono.



Quando le occasioni del momento ti fanno scoprire nuovi mondi creativi, nascono idee che con i bambini è facile declinare “ per i bambini”.



rilegare piccole agende
verisone midi - azzurra
Nel caso specifico, l’ interesse è nato da foto in rete (ma va?) e poi le figlie hanno apprezzato la possibilità di pensare e realizzare una cosa tutta loro. Sapete qual è il problema delle creazioni artigianali (a mio avviso)? Ci si affeziona: dall’ idea fino all’ oggetto concreto, ogni passo fa diventa quell’ oggetto un oggetto “tuo”, poi non vuoi più separartene.



Per distogliere da questo problemuccio, ho lanciato un seme: se facessimo un pensierino alle amichette per la fine della scuola? La pratica fa il maestro, si può capire se trasformare il divertimento in un vero hobby, al di là dell’ entusiasmo del momento.



Anche perché vedo che non si tratta solo di carta, colla, ago: si spazia con colori, tecniche, fantasie, trend. E materiali: accessori o strumenti indispensabili alla creazione vera e propria.

Comunque sia, spazio alla fantasia (tempo permettendo, anche adesso).

E anche se è riciclo, i materiali sono praticamente nuovi: si tratta "soltanto" di non buttare via oggetti ( o parti di essi) che non sono completamente serviti nel loro uso classico o semplicemente sono rimasti inutilizzati fin dall' inizio :
  • carta colorata da bricolage - abbiamo i ritagli
  • carta di quaderni di scuola a fine anno scolastico - abbiamo fogli intonsi
  • perline varie e gomitoli di cotone - abbiamo parti in perfetto stato /mai usate
Quindi smettiamola con l' associazione riciclo=recupero di parti vecchie/usate/scadenti .

Consigli, pareri, opinioni?

sabato 16 maggio 2020

Durante il periodo di confinamento si pensava davvero di poter fare un sacco di cose, chiusi in casa, vero? 


Di sicuro alcuni tempi, dedicati a trasferite di lavoro od altro, si sono annullati, ma proprio per potere fare le cosa in pace e stare in famiglia  questi tempi “recuperati” sono altrettanto velocemente stati dedicati e quindi assorbiti in cose abitudinarie: chi cucina con più calma o si dedica a ricette impegnative, chi aiuta con più pazienza nei compiti, chi si dedica ad una lettura.
Ecco, parliamo di letture: ho prenotato e scaricato alcuni libri in formato e-book … sapete quanti ne ho letti? UNO, di corsa prima che scadente il tempo massimo di prestito elettronico.

Quindi dove è finito questo tempo in più “ritrovato” grazie al confinamento?

Non so voi ma io dormo più a lungo la mattina. 
Consumo pasti più tranquillamente (ahi, i kg sono arrivati).
Sforno più pane (vedi sopra).
Sono un sostegno continuo per compiti vari: connessioni che saltano, schede da stampare all’ ultimo, foto e scan di compiti fatti da rispedire, riunioni con le insegnanti o udienze di gruppo….
Passeggiate (da quando si può uscire).

Tempo aggiuntivo per gli hobby: sempre quello di prima (poco).
Però ho scoperto la rilegatura, assieme alle figlie. Si fa tranquillamente anche davanti alla tv, basta avere un tavolino ed il materiale sottomano.
Siamo ai primi tentativi (già spariti nelle grinfie delle pargole - v. foto), ma anche ai primi progetti da regalare: la piccola vuole dei mini-diari per le amiche del cuore.

Quindi: nel fine settimana (oltre a buttare un occhio alla tesina di terza media della grande - ohmygod) inizieremo preparare i fascicoletti, tutti rigorosamente da carta da riciclare/recuperare , con inserti in carta da pacco se ne troviamo e di carta velina per i disegni in trasparenza. 
Le varianti sono infinite, ma soprattutto le persone in gamba già esperte in materia sono davvero tante, quindi è relativamente facile trovare spunti sul metodo. Un mondo nuovo che ho scoperto grazie a Instagram comunque!

Sia mai che la grande non lo trasformi in un vero e proprio hobby creativo, ci spero!!

martedì 14 aprile 2020


Questo periodo ci fa vedere le cose in modo diverso…. O almeno dovrebbe.

Una delle cose positive è che molti di noi cercano davvero di utilizzare meglio le materie, le risorse, gli oggetti con i quali viviamo la nostra vita quotidiana.

Oggi ho fotografato un bel fiore in giardino ed ho inserito un paio di commenti in instagram. 

Beh, mi è tornato in mente, riflettendo a come le nonne in particolare ne apprezzavano la tenuta nel periodo invernale perché una delle poche decorazioni vegetali da interni disponibile, che in effetti avevo utilizzato le “monete” in un’ attività con i figli tempo fa.

Stavamo cercando un’idea da fare ad una persona, l’occasione fa di necessità virtù e dato che stavo “pasticciando” con la cera d’ api grezza…. beh, è nata la candela decorata così:


La destinataria del pensiero ha apprezzato, i bambini hanno fatto del loro meglio, io mi sono divertita a spiegare come incollare “delicatamente mi raccomando” quei bei petali color madreperla.

Quest’ anno non so: generalmente lascio le piante fino a quando iniziano a seccare, poi le tolgo, salvando qualche rametto, i semi (è una pianta bi-annuale) e le piantine di un anno.

lunedì 30 marzo 2020

Sostenibilità, abitudini e prescrizioni

Questo periodo fa riscoprire cose, inutile negarlo.

Si devono però definire le "cose":

- quanto eravamo stressati a correre in giro?
- quanto tempo sprecato negli spostamenti?
- quanto inquinamento (per coloro che ci facevano caso)?
- quanto poco tempo passavamo in famiglia? .... chi ribatte che conta la qualità.....
- quanto acquistavamo di superfluo?
- ma quanta gente incontravamo in settimana (magari senza nemmeno prestare troppa attenzione)?
- quante altre cose da sistemare/libri da leggere/ incontri da fare ma messi da parte perché "non c'è tempo ora, farò dopo"?

Ora invece:
- niente corse, basta farsi trovare pronti per l' orario prefissato (chi lavora da casa o segue lezioni di scuola)
- niente tempo perso in macchina /bus/treni
- inquinamento zero ( o forse meglio mettere sulla bilancia l' aumento della produzione di immondizie domestiche, stando a casa)
- un sacco di tempo in famiglia (qui si rivela la situazione abitativa: poco spazio per tutti nella convivenza forzata prolungata? giardino? mannaggia perchè vivo qui? la stanza hobby dov' è?!)
- se compero online , probabilmente non spendo meno di prima. Se invece mi manca comunque la passeggiata davanti alle vetrine, la pausa al bar e la cena fuori....
- un sacco di gente (e un  sacco di altri virus , ma innocui o solo temporaneamente fastidiosi)
- tempo da dedicare a contattare persone che da tempo non sentivo/ libri accatastati e mai letti, sistemazione scartoffie o semplicemente riordino /decluttering dentro casa....

Come sarà la nostra vita (anche sociale) nel breve/medio termine dopo questa fase?

Forse capiremo che la libertà è preziosa, ma che non siamo dominatori incontrastati ed invincibili. Siamo su questo pianeta per vivere assieme ad altri esseri viventi, compatibilmente a loro. Ed è bello vedere che la terra gira (forse pure meglio) anche in nostra assenza. C'è posto per tutti, in equilibrio....
Un pensiero a chi è stato colpito e a chi sta soffrendo per questa busca frenata del mondo così come lo conoscevamo.
Se l' uomo sarà abbastanza intelligente da imparare qualcosa, ci saranno cambiamenti in molti settori....

sabato 14 marzo 2020

Shampoo solido vs sapone SAF

Dato che uso ultimamente più Instagram con foto... avevo lasciato in bozza le righe qui sotto. Poi è intervenuta la questione Covid-19 ed è detto tutto....

Mi ero ripromessa di dare una valutazione a distanza di qualche tempo dei panetti di shampoo secco autoprodotti.
Ho utilizzato diversi ingredienti , principalmente il tensioattivo SCI e argille, terre lavanti ed erbe rinforzanti.  Per due panetti ho speso in tutto una cifra molto contenuta, a mio avviso, la valutazione ora quindi si rivolge solo alla comodità di utilizzo, alla durata del panetto ed al suo risultato sul capello:

  • comodità di utilizzo --> visto l 'uso (il panetto non va immerso in acqua, va strofinato sui capelli bagnati e solo per il tempo necessario ad avere uno strato di shampoo sulle lunghezze. Non fa schiuma come uno shampoo tradizionale e ancor ameno di uno shampoo SAF. Poi lo si può appoggiare su un porta sapone per farlo asciugare fino al successivo utilizzo) è pratico. Una volta asciutto è trasportabilissimo, esattamente come un sapone SAF. Risciacquo acido come un sapone SAF. Lato positivo a mio avviso rispetto ad un SAF: è più delicato sui capelli.
  • durata del panetto: il mio (60 gr circa), nel formato nel quale l'ho 'stampato', è durato per 12 lavaggi, sbriciolandosi in pezzi poco gestibili per gli ultimi 3 lavaggi. Quindi, direi, durata inferiore ad un flacone di shampoo classico e decisamente inferiore nella durata ad un pezzo di sapone SAF.
  • risultato sul capello: stando l' utilizzo del risciacquo acido come per i saponi SAF (e comunque sarebbe meglio anche per gli shampoo classici, data la natura del capello), il tensioattivo mi pare sia meno aggressivo. Il mio capello risulta più morbido, o , se vogliamo, meno stopposo che non conio sapone SAF (per gli shampoo classici non mi pronuncio, dato che usavo sempre il balsamo).
Ecco le mie opinioni.

Cosa farò in futuro: userò ancora questi saponi, ma fino all' esaurimento dello SCI che ho comperato, anche se lo potrei usare anche nei saponi per lavastoviglie.... vedrò. Di sicuro farò altri saponi SAF, scontandoli maggiormente per renderli meno aggressivi sul capello.  

PS: con il lavaggio di mani a ritmo intenso di questi periodi, viva il sapone SAF (quelli industriali mi hanno distrutto la pelle in pochi giorni, con relative screpolature dolorose)

lunedì 3 febbraio 2020

Calendula - lotto 1

Finalmente ho trovato il tempo di preparare gli ingredienti e farlo, questo benedetto sapone!

I fiori mi aspettavano ormai dall'estate, tra le piante del mio giardinetto sono davvero le più resistenti, a tutte le temperature. In foto a lato la pianta fiorita che ho all' esterno.

Si dice che il nome richiami la cadenza mensile della fioritura.... di sicuro la pianta è generosa in termine di capolini e di semini. Viene coltivata come annuale ma se la si lascia a terra, supera facilmente l' inverno e fiorisce pure al gelo. I semi germinano facilmente.

Fig.1
Ha diversi usi officinali, io la raccolgo principalmente per farne oleoliti per creme e saponi: pare sia nutriente, protettiva per la pelle e antiacneica; i fiori sono commestibili, personalmente non ho provato.

Nel sapone di ieri, SAF ( 90% olio extravergine di oliva, 10% cocco bio, surgrassato al 4%), la componente "calendula" è rappresentata dai petali.


Fig.2
Dopo adeguata stagionatura, testerò il mini-sapone di prova e solo successivamente potrò iniziare ad usare le saponette prodotte.


Due le versioni:
- taglio della barra di sapone (fig.1)
- forma più classica quadrata, ovale, rotonda (fig.2)

Cosa ne dite?



  

martedì 28 gennaio 2020

Sostenibilità vs Abitudini

In occasione della preparazione della scorta di detergente per il lavello, mi è tornato alla mente il fatto che mia madre avesse la stessa abitudine.

Non tanto di preparare un detergente apposito, quanto l' azione di fondo: pulire il lavello la sera al termine del riordino della cucina. E intendo svuotarlo + pulirlo per bene (spugne comprese) + asciugarlo.  
Non so voi, ma quest'azione sancisce anche per me la fine della corvée serale in cucina. 

Il condizionamento mentale che invece subiamo oggi ci porta a credere che serva assolutamente un prodotto specifico per ogni singola cosa. (L' avete notato? Se lo notate, inizierete a liberarvi di un sacco di orpelli inutili.)  E allora è un carosello di flaconi, spray, contenitori ....

Tornando al lavello di mamma, lei si limitava a dargli una bella passata/pulita a fine giornata, rubinetteria e annessi compresi, seguiti da un' altrettanto bella passata con uno strofinaccio pulito per asciugare tutto. E basta.

Leggendo qua e la, mi sono imbattuta in una routine "lavello"  che abbina un detergente semplicissimo (quello in foto): ho preso quindi l' abitudine - molto irregolare per la verità - di prepararlo ed usarlo. Oltretutto ho un mio tawashi specifico.

Il punto rimane però che pulisco il lavello comunque, con o senza "apposito detergente"... Quindi, se avete tempo/voglia/curiosità, potete provare ad adottare tale routine nel caso facesse al caso vostro; se vi pare un impiccio aggiuntivo inutile, perché già vi regolate diversamente, passate oltre.

Io dico solo che la mattina trovare la cucina in ordine, pulita e leggermente profumata (pure!) è un'ottima maniera di iniziare la giornata!

sabato 14 dicembre 2019

No poo .... eppure li usiamo lo stesso

con argilla verde ed altre polveri "amiche
dei capelli", i colori possono cambiare in funzione
dei componenti scelti e degli oli essenziali
Mi sono imbattuta di recente in un vecchio articolo.... eh sì, mi capita di leggere cose un po' datate (chiariamo pero' che intendo per "datato"  un testo di un paio di anni fa, non del giurassico).
Nello specifico, e riassumendo, si trattava di considerazioni sul movimento contro lo shampoo, nato sull' onda - anche modaiola, quando non proprio strettamente ambientale - del rifiuto verso le "tossine" nei prodotti commerciali per la cura del corpo e l' igiene, che rovinerebbero la salute e comprometterebbero l' ambiente. OK.

I colpevoli individuati sarebbero tensioattivi e i solfati (identificati con SLS e SLES, economici e quindi molto usati), che di fatto sciolgono lo sporco ma lavano via anche lo strato lipidico protettivo della pelle. Quindi vengono considerati aggressivi e poco indicati per soggetti particolarmente sensibili o delicati. Fin qui niente di nuovo sotto il sole.

Da anni io autoproduco i saponi per il corpo e, da quando lo faccio, l' uso di prodotti diversi mi risulta fastidioso sulla pelle.

Tornando agli shampoo, spopolano i solidi ora. Ma cosa contengono? Quelli  che ho avuto l' occasione di vedere di persona, contengono SCI ovvero sempre un tensioattivo, ma più "delicato", pare.

Ho voluto comunque "sbatterci il naso" e l ho preso per verificare e farmene un paio in casa (v. foto).

Allora:
  • sulla confezione c'è comunque simbolo di avvertenza perche può' provocare una grave irritazione agli occhi ed è comunque fortemente nocivo per gli ambienti acquatici. 
  • deve essere maneggiato con guanti, maschera e occhialini di protezione  - già a questo punto desideravo non averlo comperato (ok dovevo informarmi meglio prima)... - e smaltito in centri di trattamento appositamente previsti
  • ho comunque provato a produrre lo shampoo solido (con percentuale SCI ridottissima, inferiore al 10% rispetto ad altri in commercio) : facile e rapido (con tutta l' attrezzatura di cui sopra), ora pero' esito ad usarlo, nonostante l' uso di argilla, shikakai e guimauve.... buffo, no?

Se comunque un tensioattivo deve esserci, chi mi dice che il bilancio finale (compresa la sua produzione, oltre all' uso) di questi solidi sia migliore di quelli  liquidi tradizionalmente in commercio?

Quali sono le vostre esperienze, ma soprattutto se li usate: in che percentuale il tensioattivo SCI è presente nella lista ingredienti e come si trova la vostra pelle/cuoio capelluto dopo il ripetuto uso?

Il costo di produzione di questi in modalità casalinga si aggira intorno ai 4 euro, usando polveri varie, argille, tensioattivi e oli essenziali. In rete se ne trovano a 15 € per un panetto di 60 gr ...



domenica 1 dicembre 2019

Giochi di una volta ... o di adesso?

Stanchi dei soliti giochi elettronici, moderni, graficamente perfetti, avvincenti  e coinvolgenti?
Si sta sempre davanti ad  uno schermo però, che sia da soli o in gruppo....

Adesso che le giornate sono più corte e fa freddo, le occasioni per fare attività divertenti in luoghi al coperto - che sia dentro casa o scuola o addirittura mezzi di trasporto, penso ad esempio a viaggi durante le Festività di fine anno - diventano più frequenti.

Ma per non "cadere" nell' abitudine, ho rispolverato una piccola chicca: il gioco delle 5Marie ovvero delle 5 pietre.

Qualcuno lo conosce?

Personalmente ne ho scoperte le regole, e passate alle figlie, proprio quando ho trasformato il gioco originale in versione "soft".

Non tanto per difficolta di reperire il materiale per il gioco  tradizionale, quanto per salvare tavoli o pavimenti in casa. O per poterlo agevolmente trasportare anche in tasca.....tanto occupano un mini-spazio ;-)

Ecco allora i miei mini- sacchetti!







Ed ecco le regole, altrettanto semplici, per un' attività in gruppo (più divertente) ma anche in solitario, se si preferisce:

 - si gioca su uno spazio piano, come tavolo o pavimento, ad esempio;

- il primo giocatore lancia i sacchetti sul piano e poi ne prende uno in mano. Inizia lanciandolo in aria e, mentre ricade, tenta di prendere uno dei sacchettini sul piano recuperando poi al volo il sacchetto lanciato per primo. Ora avrà in mano due sacchetti, i restanti sul piano. Lo stesso giocatore deve poi lanciare i due sacchetti in aria e tentare, mentre ricadono, di recuperare un terzo sacchettino dal piano E gli altri due che stanno ricadendo. e così via fino alla fine;

- se riesce a recuperarli tutti, deve lanciarli in aria e recuperarne solo uno con il dorso della mano. Se riesce, vince.

- se non riesce, si passa al secondo giocatore. In turno passa così ad ogni sbaglio del giocatore in turno;

- il punteggio si calcola a sacchetti raccolto (1 sacchetti = 1 punto).

Il bello è anche questo, oltre alla destrezza: si può interrompere quando si vuole, vince chi ha il punteggio maggiore.

Ora a voi: conoscete questo gioco e se sì, ci avete mai giocato?
Se avete ricordo di regole diverse, fatemi sapere, mi interesserebbe molto conoscere le varianti!

lunedì 21 ottobre 2019

Tovaglietta bis - libellula in blu

Anche questo fidget è diventato tovaglietta.
Mi pare sia - assieme al cuscino - il formato più adatto perchè pratico e maneggevole, date le dimensioni contenute:

  1. pratico da lavare
  2. pratico da mettere via
  3. pratico da tenere aperto nell'uso .

Ecco alcune foto della versione blu, appena terminata, che comporta:

  • zona con pizzi e merletti, alcuni fissi, altri mobili --> è possibile infilarci le dita, farci passare il cordoncino, sentire la diversa consistenza dei filati
  • bustina portafazzoletti  (sempre utile) con applique'  
  • zona bottoni e cordoncino
  • zona cerniera
  • zona fiore ad uncinetto ( lana )

Il retro richiama i i toni del blu/marrone, cambiando ancora una volta il tessuto: fuori pile morbido, all'interno cotonine, raso, jeans.

 Disponibile.









martedì 8 ottobre 2019

Libellula formato tovaglietta

E' diventato in realtà piuttosto un prototipo, perché ho rispolverato un paio di tecniche di cucito .

Il risultato è .... discreto? Non ne sono soddisfatta completamente, ma solo perché non avevo materiali migliori disponibili né potevo procurarmeli in questi giorni. La prossima volta sarà dedicata maggiormente all' armonia dei colori, ma qui avevo voglia di arrivare ad un risultato (e scusate la sovrapposizione di quadrettature hihihiii).

Cosa ho assemblato in questo piccolo rotolo? Una mini-raccolta tattile che unisce semplice manualità:

- rosa in lana
- nastro  mobile con pallina in legno
- corolla in pizzo
- porta-fazzoletti (pratico, no?)
- bordure colorate a simulare le onde per un
- pesciotto riempito di lavanda profumata
- gancio mobile (velcro) per fissare il suddetto pesce
- tasca con cerniera (per non perdere il pesce)

Il retro in morbido pile rosso fuoco ha due laccetti bianchi per la chiusura.

domenica 29 settembre 2019

Libellula

vista frontale del cuscino con le attività,
 dimensioni standard
Oggi ho terminato il mio primo "fidget quilt" nella versione cuscino.

Questo cuscino ha già un proprietario, a breve pero' realizzerò altri modelli della stessa tipologia.

La linea Libellula avrà 3 versioni, in futuro:
  • cuscino
  • quilt (assomiglia ad una piccola trapunta)
  • rotolo (ovvero piccolo quilt delle dimensioni  all' incirca di una tovaglietta per colazione)
Sono interamente artigianali, realizzati con la tecnica del cucito, usando tessuti e materiali semplici, ma combinati in modo tale da stimolare attenzione e manualità. Quindi via libera alla fantasia. Se poi viene realizzato per una persona specifica, che ha preferenze di colori o temi particolari, meglio ancora. --> Bonus: in un angolino viene sempre inserita l' iniziale del nome, realizzata ad uncinetto.

Si variano colori, materiali e motivi, ma bisogna tenere presente che sono articoli che devono resistere a lavaggi frequenti. 

già in borsa per la consegna, visto di profilo
(il retro è in morbido pile)
Da dove viene il nome "fidget quilt" --> il termine indica trapuntine realizzate cucendo assieme stoffe e materiali vari, per creare attività morbide ma stimolanti la concentrazione. Non devono essere per forza "quilt" ma l' idea è dare alle dita ed alle mani qualcosa da fare: vengono  infatti usate soprattutto per pazienti colpiti da alzheimer/demenza o semplicemente per anziani che hanno bisogno di aiuto per tenersi occupati.

Perchè Libellula?
Perché questo insetto è silenzioso e fragile, ma il suo nome rimanda - secondo alcuni studi - alla bilancia e quindi all' equilibrio, secondo altri studi alla libertà ed alla pace.








In arrivo la versione  "rotolo/tovaglietta"....

giovedì 19 settembre 2019

Gesti vs parole

Ma qui ci sono più parole che gesti.
Nel tema "eliminare/sostituire/ridurre la plastica nel quotidiano"  c'è tanto da dire e da fare.

 

















Un primo passo è rendersi conto di quanta plastica ognuno di noi usa.
Segue il capire se vi sono alternative per quanto non è eliminabile*.

Per non fare lo struzzo, prendo il mio quotidiano di una giornata-tipo e scrivo accanto quanto ho potuto fino ad ora fare:

  • prima colazione: talvolta yogurt /biscotti o torte fatti in casa. Latte: bottiglie in plastica, in alternativa autoproduco con soia o nocciole o riso, ma in famiglia non piace.
  • spuntino scuola delle figlie: yogurt/frutta o torte/biscotti in sacchetto di cotone (fatto da me). Per l' acqua, borracce (ma sempre plastica è)
  • pranzo per l' ufficio: uso lunchbag o furoshiki  o borse di tela fatti da me (ma uso contenitori di plastica)
  • spesa: borse di tela. Per gli acquisti di frutta e verdura al market, sono obbligatori i sacchetti biodegradabili; per il mercato ok con sacchetti di carta o sporte in tela. In genere tra gli alimentari   si trovano alternative agli imballaggi, ma non sempre. E non ho intenzione di triplicare il tempo dedicato alla spesa per cercare 2 prodotti qui, 4 lì, 3 dell' altra parte (prima o poi la GDO migliorerà anche in Italia.. --> idem per gli shop online, tra l' altro).

Plastica eliminabile* o meno
Una delle cose che mi pare essenziale è sapere quale - tra la plastica che si acquista - venga da vecchia plastica riciclata (qui servirebbe seguire una filiera del riciclo della plastica, dato che si fa la raccolta differenziata, no?), in modo da ridurre la produzione di nuova plastica.

Esempio: non butto adesso i miei contenitori in plastica per acquistare nuovi contenitori in vetro. Non ne vedo il motivo (ormai sono stati prodotti e sono pienamente funzionanti), se non il controproducente aumento di rifiuti versus l' alimentazione di un nuovo fiorente commercio di prodotti che cavalcano l' ondata "green". Quando avrò necessità di sostituirli, farò un acquisto più consapevole e mirato.
Invece--> non acquisto nuova pellicola per alimenti, ma autoproduco dei beewrap in cera d' api; così come non costringo le figlie a usare bottiglie di vetro a scuola, ma cerco di inculcare che uno spuntino fatto in casa, impacchettato nella busta in cotone, va benissimo ed è più salutare.

Se invece non fosse eliminabile, capire se si tratta di reale impossibilità oggettiva o di abitudine.
Se abitudine, si può consumare con parsimonia o maggiore attenzione?
Esempio: materiale sportivo (chi ha figli capisce cosa intendo, ma anche una semplice puntata in piscina chiarisce l' idea). Qui si incastra una reale difficoltà in termini di tempo (per cercare un' alternativa senza plastica), di costo e logistico (non si può diventare pazzi a capire come ottenere un prodotto o impegnarsi un rene).
Invece--> se autoproduco saponi/shampoo/detergenti per la casa, posso mediare l' esigenza di risultato con prodotti più ecofriendly e dosare meglio nell' uso reale. Oppure: per il materiale scolastico (visto il periodo, siamo in un'orgia di plastica), se la scuola non fa un minimo sforzo la famiglia può intervenire e dirottare almeno in parte gli acquisti verso qualcosa di più attento.

E far notare a famigliari-amici-conoscenti la cosa: non perché "siamo migliori" ma perchè è da idioti non fare proprio nulla.

Riassunto: consumare meno (si può e si guadagna in qualità) + consumare meglio (quando si può = scelta dei prodotti)

mercoledì 21 agosto 2019

Sostenibilità #6 detergente vetri-specchi

Siamo al consiglio n.6: il detergente vetri/specchi è davvero a costo zero...

  • zero plastica (uno spruzzino vuoto in casa ce l' abbiamo tutti)
  • zero spesa (bucce d' arancia, aceto, acqua: tutti ingredienti comuni, l' ultima arancia qui è "passata" ad aprile)
  • zero tempo (si imbottiglia, si lascia in frigo a riposare e si aspetta 15 gg)
  • zero sprechi (dura un botto e si mantiene ottimamente)

Sulla base del mio "calendario pulizie", oggi  era di turno l'Incombenza Spaccaschiena (non so voi), per fortuna ho casa piccina, ma tra finestre (interno/esterno), quadri, specchi, schermi vari, vetri doccia e oblò della lavatrice (ebbenesì) un'oretta è passata. E non sono una perfezionista che da la caccia ad ogni macchiolina!

Il pannovetri aiuta di sicuro, ma una passata energica basta e avanza et voilà: finito fino alla prossima necessità.

Insomma: ve lo consiglio caldamente!

lunedì 22 luglio 2019

Sapone alla cenere = sapone piatti

Sapone alla cenere pronto e finito.
Beh insomma, deve finire la stagionatura, ma è tagliato e in attesa dell' uso.

Queste saponette (12 tagliate dalla barra intera) verranno grattugiate e sciolte una ad una, per finire in un bel  flacone di sapone piatti.
Da quando l' ho provato ne sono rimasta molto soddisfatta, tanto da ripetere la produzione più volte.

Lava bene, la pelle delle mani ringrazia, è meno impattante del prodotto da supermercato in termini di produzione (utilizzo olio di oliva nella saponificazione a freddo), produzione di plastica (riuso vs acquisto) e utilizzo della cenere di legna della stufa.



  Tra le tante cose che è possibile fare per contenere i nostri consumi "inquinanti", questo è uno dei miei preferiti.

Non ha un odore particolare, anzi non ne ha nessuno, ma a quale scopo dovrebbe? Meglio qualche goccia di olio essenziale nel flacone, una volta sciolta la saponetta, per apprezzare maggiormente il lavaggio dei piatti ....hihihi.

martedì 2 luglio 2019

Runner

Non vuol dire che con questo caldo mi sono messa a correre, ci mancherebbe altro.
Non ho il fisico per certe cose....

Lilla 
Ho il fisico per starmene seduta a cucire, questo si'...... ed infatti ho dato una sistemata - imbastendolo in previsione del fissaggio finale - ad uno dei centrini in cotone ereditati dalle nonne:

uno bello, grande e lilla.
Al centro di un bel runner da tavola color viola scuro (a lato, foto non particolarmente riuscita, purtroppo).

Cosa fate voi con i classici centrini? Suppongo che ne abbiate, volenti o nolenti, già  avuti.

Croce e delizia delle nonne e mamme, dopo un periodo di dismissione mi pare che stiano tornando di moda, vintage o rivisitati in chiave più moderna. Il crochet sta spopolando!

Ho visto un sacco di belle fotografie in rete, quelle che più mi piacciono sono 3:

  • centrini utilizzati sulle tende in applique, per tagli artistici a mo' di finestra o pizzo (già realizzato)
    Beige su cioccolato
  • come runner da tavola, appunto, ma con soli centrini di taglia diversa uniti in modo irregolare (fa un po' gipsy, ma in un ambiente ipermoderno è un tocco niente male -  da provare). Da parte mia , un pezzo unico, grande, mi basta. Un altro qui (si vede nella foto sullo sfondo del lavoro) , in versione beige sur chocolat invece qui a lato.


  • nelle tovaglie, similmente alle tende, ma in questo caso in versione "recupero": ovvero piazzati strategicamente in punti irrimediabilmente macchiati (la tovaglia si fora, rimane l' intarsio coperto dal centrino, et voilà) -  da fare, work in progress 


Cosa ne dite?
Direi che si ama o si detesta....

lunedì 24 giugno 2019

Sostenibilità #5 Eliminiamo i tovaglioli di carta

Questo e' un passo più "simbolico" contro lo spreco, credo.


I tovaglioli di carta dovrebbero già venire da foreste gestite in modo sostenibile, ma non sempre la confezione riporta l' etichetta giusta e non tutti supermercati li tengono sugli scaffali.
La cellulosa per fortuna è lavabile, riutilizzabile e infine biodegradabile, in particolare se non tinta né sbiancata. Vale la pena farci un pensierino, al prossimo acquisto, no?


Ma torniamo a noi:
e' possibile ritornare ai tovaglioli di stoffa? E' possibile correggere il riflesso automatico di allungare una mano verso il tovagliolo di carta, che si getta a fine pasto? 
A favore della cara stoffa, come qualche tempo fa: non si tratterebbe di tonnellate in più da lavare, dopotutto. E nemmeno servono cassetti in cucina da dedicare a decine di tovaglioli di stoffa pronti all' uso, ben stirati e inamidati. E' sufficiente un angolino in un cassetto, piegati e riposti una volta asciutti. E spaiati, a tavola, mettono allegria!

Era da un po' che volevo farne, partendo da pezze di stoffa oppure riciclandone di vecchie ...



Fatto sta che mi sono ritrovata a doverne fare in urgenza per la colonia delle pupe: due tovaglioli ciascuna, con busta e nome.


Non avendo sottomano la materia prima, mi sono dovuta buttare su un acquisto al volo: 2 strofinacci in cotone, tagliati poi a casa e dimensionati sulla busta (o il contrario ;-) ). 

Un bottone in contrasto per la chiusura, un pezzo di nastro coordinato e via in valigia! Fatti la sera prima della partenza, non mi paiono venuti male, no?

Il tessuto da strofinaccio dovrebbe essere un'ottimo compromesso, tra fantasia e resistenza all' uso. Qualcosa mi dice che ne farò altri, questo' estate...

venerdì 31 maggio 2019

Sostenibilità #4 - Il balsamo

esempio di sapone shampoo
Il balsamo è tutto un discorso: chi lo usa e chi no, chi fa impacchi di crema prima dello shampoo, chi usa gel o olii nutrienti dopo....

Tutti flaconi comunque. In plastica, o bene che vada, in vetro con chiusura in plastica.

Fermo restando che il punto è evitare di comperare ulteriore plastica, si può tentare (senza perdere la pazienza in due minuti perché non si vuole rinunciare ad un risultato ottimale subito)  il classico "risciacquo con aceto" delle nonne.

Cosa serve:
- una brocca o bicchiere graduato della capienza di un litro circa
- aceto o limone (due cucchiai)

Per la mia capigliatura posso dire che funziona.
Devo ancora capire il dosaggio ideale di aceto, ma almeno ho capito che il trucco è la quantità. La scarsissima quantità.

Chi si chiede dell'odore e della sua permanenza, non dateci peso. Si tratta di due cucchiai in un litro d' acqua, l' odore di aceto si sente appena e dopo il risciacquo con acqua sparisce (invece l' effetto sul capello rimane).
Se poi si verifica che il capello rimane pesante (lavato con sapone-shampoo, parlo per il  mio che autoproduco), la quantità di aceto va ulteriormente diminuita.

Distribuito bene sulla capigliatura appena lavata il litro di acqua contenente l' aceto (o il limone), il tempo di passare un pettine per districare i nodi e già abbiamo concluso: con una bella sciacquata si toglie tutto.

Barattolo di balsamo: eliminato.

domenica 19 maggio 2019

Sapone del fine settimana (piovoso)

Questa stagione primaverile del pit* ha tutto sommato alcuni (pochi) lati positivi:
- niente zanzare
- il tempo non dedicato alle passeggiate/escursioni può essere dedicato ai saponi & spignatto

E proprio questo ho fatto, due saponi:
- un marsiglia con una parte di cocco, da bucato
- un marsiglia con oleolito di alloro, scontato appositamente in soda per ottenere uno shampoo solido o sapone per la persona
oltre al filtraggio di tintura madre (di alloro) e dell' oleato di calendula (subito usato per le mie creme).

Ora devono stagionare per bene...



Altra cosa da fare in una giornata di pioggia: uno stampo in legno per i saponi e le confezioni (da riciclo) per i saponi stessi, quando da regalare o vendere.

Direi che il weekend è stato decisamente produttivo. Chi l' ha detto che la pioggia rovina il tempo libero?
(oltretutto, l' orto-giardino non ha bisogno di essere irrigato e le piante che ho spostato saranno bagnate per bene con un' acqua migliore di quella dell' acquedotto) ;-)

Buon inizio settimana!

sabato 18 maggio 2019

Bullet journal e insalate

Quest' anno è all' insegna delle agende, dei blocchi di appunti, delle idee da annotarsi.

Mi trovo scomoda con il cellulare (non è il centro dell' universo), in particolare quando nell' urgenza mi ritrovo a batteria scarica.

E allora quest' anno la necessità di non perdersi nulla di questa vita ormai troppo piena di cose (non stupiamoci poi di dimenticanze, errori e stress) si è trasformata giocoforza in:
- un kakebo per le "finanze"
- un' agenda per le attività famigliari (sul cellulare solo le attività famigliari da condividere col marito)
- un' agenda riepilogativa mensile (per tenere traccia di scadenze mensili/annuali della famiglia)
- una (nuova, nuova) agenda per i miei appunti su prodotti da realizzare da me: cosmetica e detergenti, rimedi naturali etc. Da poco ho iniziato ad utilizzare Instagram, se cercate #creazioniedintorni  ditemi cosa ne pensate....

Non dimentichiamoci del ricettario di cucina, che a tutti gli effetti è un' agenda, no? Anche le nonne insomma ....

Approfitto per un aggiornamento a tema giardinicolo:
mi pare chiaro che questa primavera sia ormai da definirsi un "tempo da lumache". Nonostante il freddo (almeno le zanzare stanno buone buonine), l unica cosa che cresce nell' orto è l' insalata, in tutte le sue versioni. Accompagnata dalle lumache, naturalmente....

Il trionfo del verde, insomma. Qualche fiore per fortuna ce la fa a fare capolino, in queste giornata grigette...
 Unico esperimento esotico è il baby seme di avocado, che cresce (dentro casa) in modo visibile da un giorno all' altro. L' ho messo in un vaso giallo, per ora, per illuderlo che il sole ed il caldo arriveranno!

Qualcuno ha consigli in merito alla sua cura/coltivazione?
A presto!

martedì 16 aprile 2019

Bees wax wrap

Se ne trovano ormai ovunque, mi è sorta la curiosità di provarli.
E alla fine anche di farmeli, perché no? Ho cera (d' api) in abbondanza, ho stoffa (di riciclo) in abbondanza. Detto fatto: ho grattugiato quanto serviva, tagliato nei formati desiderati, preso una teglia, carta da forno ed il ferro a stiro "da battaglia".

Ci si mette meno a fare che a spiegare.
Quindi vi metto le foto, peccato non si senta il profumo...
stiratura con ferro

panetto di cera

provola incartata ;-)


Adesso c'è la fase di test:
  • per cosa li uso:  a sostituire la pellicola per alimenti, quindi per esempio a copertura di cibi in frigo. Non credo sia adatto - almeno nella stagione calda - per "incartare" panini, ad esempio....
  • come li pulisco: se necessario solo una passata veloce con spugnetta umida o solo acqua. Da verificare la permanenza degli odori (nella foto dell'uso in frigo, pezzo di formaggio)
  • come li conservo: ben asciutti, nella carta forno usata per la preparazione, in un cassetto in cucina. Non credo sia opportuno piegarli riponendoli, ma vedremo in base alla praticità ed allo spazio.
  • quanto durano: probabilmente in base al mio uso potrò chiarire come si mantiene lo strato di cera, l' effetto delle continue pieghe , le eventuali sfilacciature del tessuto, etc.
Aggiornamento un mese di distanza:
sono davvero pratici. Mi pare che lo "scoglio" principale sia l' abitudine alla pellicola, quindi si tratta solo di prenderci la mano .
Ne farò altri perché ne uso davvero di piccini, in particolare per incartare formaggi o a copertura di piccoli contenitori.
Il top per le verdure ed i formaggi: evitano che l' atmosfera interna sia troppo umida, anzi credo che dimenticandosi qualcosa per un po' di tempo in frigo, si corra più il rischio di trovare "il cadavere" rinsecchito piuttosto che ammuffito.
Ottimi anche per l' anguria.

Due piccoli lati negativi, comunque:
- la cera d' api (quella che ho io quanto meno) ha un profumo suo, che può contrastare con il cibo, ma non intendo dire con questo che si trasferisce al cibo.
- la cera d' api (che ho io quanto meno) scurisce un po' la cotonina, bisogna tenerne conto nel caso si usasse qualche bel tessuto. Giusto per il colpo d' occhio, ecco.

Per il resto, ottima soluzione. Ho anche incartato le radici di un paio di piante (piccine) quando le ho trasferite....ben protette  in primis da una busta di carta.




sabato 6 aprile 2019

Sostenibilità #3 - educare alla consapevolezza

In questo caso fa rima con educazione.
Intendo con questo non solo quella che si riceve a casa, ma anche a scuola.

A casa:
  • non sprecare (cibo, acqua)
  • riutilizzare (cibo, abbigliamento, giochi; donare; compostaggio domestico e separazione / diminuzione dei rifiuti)
  • imparare ad acquistare meglio (educare alla spesa consapevole)
  • far da sè (confronto tra cibi già pronti /cibi da cucinare, autoproduzione a partire da prodotti semplici)
A scuola:
  • educazione ambientale
  • educazione stradale (legata a quella ambientale)
  • riciclo dei materiali e filiera dello smaltimento
Qualcosa a scuola si fa, non si può negare. A seconda dell' insegnante o della materia, più o meno sensibile o formata a trattare certe tematiche.

Confesso però che la settimana scorsa sono rimasta un po' sconcertata dal leggere la comunicazione della scuola inerente il "progetto formativo MONTAGNA" di quest'anno scolastico: gita di due giorni in una località vicina (raggiungibile con mezzo pubblico) per fare - cito - " rafting, mountainbike, arrampicata, con personale istruttore e pernottamento in hotel con prima colazione. Tra le attività previste uscita al ristorante, grigliata e utilizzo campetti calcio, tennis, etc".

Ok il verde. Ok l' uscita con i compagni. Ma una parvenza di "istruzione" potevano comunque indicarla.... che so: incontro con l' esperto in fauna e botanica alpina, impariamo a riconoscere l' ambiente fluviale e le sue fragilità, il geologo ci spiegherà blabla... , un percorso natura o un museo nei dintorni, no?? Nada. I ragazzi hanno apprezzato il posto, ma mi sorge il dubbio che abbiano pensato a come preservare un ambiente simile per il futuro, a chiedersi come lasciare una minima "impronta" del loro passaggio, a chiedersi come se sia formato un paesaggio simile ed a quale flora/fauna abbia lui la propria casa.
Qualcuno dirà che a 12 anni non si pensa a queste cose. Ok, forse è il caso di dargli un' imbeccata, a queste giovani generazioni?




martedì 2 aprile 2019

Saponi & co. 2019

Ricomincia la stagione dei saponi.
Forse dovrei precisare meglio, l' anno dei saponi.

Perchè ho iniziato nel 2014 a scoprire questo bel mondo, mi sono informata ed appassionata  e sono stata fortunata a trovare subito il sito di una persona seriamente impegnata sul tema (e su molti altri che gravitano intorno all' autoproduzione, al consumo consapevole ed all' ambiente, a dire il vero).
Ho anche acquistato i suoi due libri, ottimi davvero.

Ho prodotto i miei bei saponi (cliccare per un estratto dei vari post) ed ho fatto anche qualche bell' errore (oggi ad esempio ho tagliato un sapone venuto male, di ottobre 2018, che penso passerà ancora mesi di stagionatura in attesa di essere rilavorato in qualche modo....ci penserò).

Tornando a noi, le pulizie di primavera mi hanno fatto capire che ho consumato ormai quasi tutto in termini di sapone...

Da bucato: finito.
Da stoviglie: finito.
Da persona: marea bassissima.
Da capelli: ancor più bassa.
In tutto non arrivo ai 10 pezzi.




Ho quindi ripreso in mano il materiale per la verifica dell' inventario e, sulla base della piccola esperienza maturata fin qui, ho deciso di semplificare al massimo i prossimi passi coniugando i principi km zero + green + zero plastica.
Il che è pure a favore del portafoglio.

Il risultato è questo:

  • olio d' oliva e girasole italiani
  • se l' occasione si presentasse di reperire materia prima bio per oli o burri: mandorla ma anche cocco, cacao e karite'
  • coloranti ed oli essenziali: sono opzionali ma c'è un' alternativa (perchè dovrei volere essenze rare d' oltreoceano o colori sgargianti da aggiungere extra?)
  • oleoliti ed infusi: fatti in casa, con erbe / fiori del giardino (a lato preparativi con alloro)
Insomma, a parere mio se si vuole cercare  un consumo sostenibile dovremmo fare con risorse il più possibile locali. Senza eccessive ansie di perfezione: al capello poco importa che il sapone -shampoo sia blu, ed esempio. Che profumi alla cannella ancora meno, è solo un sfizio personale che vogliamo toglierci.

sabato 30 marzo 2019

Riciclo con l' ombrello (rotto)

Due ulteriori soluzioni per riutilizzare tessuti già disponibili in casa, ma - per una serie di motivi che spaziano da moda a guasti involontari.... - non più utili al loro scopo primario.

Esempio 1: un vestitino da bambina anni 80
Esempio 2: tela impermeabile di ombrelli rotti (ma quanto sono fragili, accipicchia!)
Esempio 3: una pezza di stoffa provenzale che davvero non mi piaceva e non sapevo cosa farne/ a cosa abbinarla

Risultati ottenuti, dopo un po' di ricerca per capire cosa mi piacesse, nel frattempo i tessuti sono rimasti ammassati nel mio placard:

- telo impermeabile per cartella scolastica : è sufficiente cucire intorno dell' elastico e rifinire il "buco" centrale, aggiungere una bella perla di legno per chiudere l' elastico. Fine.



- lunch bag in diverse dimensioni: ho acquistato del velcro in tinta per la chiusura, affinché rendesse il risultato più allegro. Versatili perché utilizzabili per il panino e la frutta, ma anche in piscina per riporre il costume bagnato, o in un picnic per riportare stoviglie da pulire.... basta adattare le dimensioni allo scopo. Le mie sono di taglie diverse, infatti.




Pareri? Critiche? Consigli?

Qui per il plaid da picnic o da escursione
Qui per la sacca portaoggetti, anche per i giochi in giardino

martedì 19 marzo 2019

Sostenibilità #2- dove finisce il riciclo

Indecisa fino all' ultimo se scegliere un argomento o un altro.
Dato che e' tardi e che il tema è ampio, scelgo di pubblicare una sola riflessione. In realtà più una domanda.... dovrò cercare approfondimenti per ottenere una risposta.

Dato che ci dobbiamo impegnare a consumare meno ma meglio ma allo stesso tempo è impossibile non consumare (nella parte di mondo in cui molti di noi vivono non e' pensabile ritornare all' autosufficienza dell' autoproduzione e al solo autoconsumo), non si può pensabile farlo dall' oggi al domani. Servono piccoli passi, cioè agire.

Se per sviluppare un' economia sostenibile conciliabile con una salvaguardia dell' ambiente si deve comunque consumare (ma meglio) e dato che una parte del mondo sta facendo grossi sforzi per riciclare, abituare al riuso, a riparare anziché gettare.

Mi chiedo: tutto quello che noi ricicliamo negli appositi bidoni, dove va a finire?

In famiglia abbiamo due bidoni per il compost in giardino (l'abbattimento delle tasse sui rifiuti è davvero ridicolo, si potrebbe incentivare ulteriormente) quindi so dove va la mia Biomuell e di che qualità è;

il nostro bidone per la raccolta del "residuo non riciclabile"  viene svuotato 4 volte all' anno e di sicuro ci impegneremo a ridurne ancora il volume /la frequenza degli svuotamenti;

 al locale Centro di Raccolta Rifiuti portiamo il meno possibile;

ricicliamo il vetro, la carta, la plastica.

Mi piacerebbe avere una chiara panoramica della filiera: dal nostro bidone a? Tutto questo materiale mandato al "riciclo", dove va?

Come mi rendo conto che nei miei acquisti gli imballaggi, ad esempio, provengono da materiale riciclato?
Come posso scegliere con maggiore attenzione prodotti "green"?

Non so voi, ma io vedo ben poco di riciclato quando faccio la spesa.... Il vetro ok.  Qualche prodotto in carta, ok.
Però mi chiedo se la plastica , che mio malgrado mi ritrovo nelle borse della spesa, sia "nuova "plastica.

Si legge di treni carichi di immondizie portati all' estero. Di discariche vecchie e nuove, di rotoballe, ... Ma che fine fa il prezioso riciclo, nelle mani di chi finisce, in quali paesi? Ritorna in qualche modo nei nostri negozi (o in quelli altrui)?

I label che riportano l' indicazione del "riciclato" non sono molti, oppure sono presenti solo per categorie di materia prima?

Confesso di saperne ben poco, quindi come posso "consumare consapevole" e migliorare la mia consapevolezza?




lunedì 25 febbraio 2019

Sostenibilità #1- un inizio

Nell' attesa di realizzare :

- un secondo furoshiki per il pranzo da ufficio
- alcune tele cerate in sostituzione della pellicola per alimenti
- tovaglioli in cotone per i pasti in famiglia a sostituire i tovaglioli di carta

in questo post voglio riprendere in chiave sostenibile la riduzione della quantità di plastica intesa come imballaggio.

Noi usiamo tanti fazzoletti di carta. Al di la del budget dedicato, che non ho mai quantificato, non penso che siano eliminabili del tutto, anche perchè tutto sommato sono più igienici (vuoi mettere la quantità di soffiate di naso i primi anni di vita della prole?), ma vorrei introdurre un uso più attento in famiglia ora che l' età lo permette.

L' intenzione è di eliminare l' acquisto dei pacchi da 12/15 confezioni (doppio imballaggio), a favore di soluzioni in cartoncino, per poter portare con sé il quantitativo necessario grazie a piccoli portafazzoletti in tessuto. Già ne avevo realizzati qui, ora posso dotare ogni figlia del proprio, realizzato a richiesta nei colori desiderati.

Cosa ne pensate?




venerdì 22 febbraio 2019

Verso la primavera

Siamo a fine inverno e la luce già è cambiata.
Nulla di meglio che recarsi al lavoro con il cielo azzurro e gli occhiali da sole in borsa (per il rientro nel pomeriggio).

Anche in casa le cose cambiano: si inizia a pensare al giardino con il piccolo orto (pulizia e rivoltamento delle zolle, concimazione), si inizia ad accantonare la lana riordinando berretti e guanti, si riorganizzano gli spazi.

Ho già utilizzato un nuovo gomitolo azzurro brillante, combinandolo a un piccolo residuo panna che avevo in casa, per un astuccio scolastico (non ce ne sono mai abbastanza, come per le borsette quando le figlie erano più piccine).






Ho preparato un nuovo deodorante, in panetto stavolta, composto da 4 ingredienti: 45% olio di cocco, 30% bicarbonato di sodio, 20% fecola o amido, 5% cera d' api + oli essenziali a piacere (o senza).  Non ricordo più dove ho trovato queste indicazioni, me le sono segnate nel Bullet Journal per provare quando ne avessi avuto l' occasione (qualche pagina ogni tanto è dedicata alle cosa da provare ed alle idee che durante il giorno mi frullano in testa). In foto c'è solo metà quantità della quantità prevista dalla ricetta, ho preferito testare prima di decidere se fa per me.





Ultima cosa: vorrei riuscire a riprodurre un sistema flessibile a compartimenti per i cassetti delle pargole, allo scopo di riuscire ad utilizzare tutto lo spazio disponibile. Vorrei usare del feltro lilla non troppo rigido, al momento sto testando con una riproduzione in carta, anche per essere sicura delle misure. Vedremo.

mercoledì 13 febbraio 2019

La prima del primer

A proposito di cosmetica fatta in casa, quali sono i vantaggi ?

Se, per essere sicura di quello che mangio, di quello che mi spalmo e di quello che compero in termini di salute, sostenibilità, inquinamento e giusto prezzo (sia equo che solidale) ai produttori, dovessi iniziare a fare tutto da me (capacità e risorse permettendo) beh, è presto detto: ci vorrebbe tanto di quel tempo e di quella fatica che sarebbe un salto nel passato (medievale). No grazie.

Il problema si risolve tentando di trovare produttori onesti e seri, prodotti locali e/o di stagione, filiere compatibili e rete di persone che la pensano in modo analogo (l' unione fa la forza e le informazioni girano). E cercando di farsi le cose in casa (piano piano ci arrivo, al primer).
Non facile, è impegnativo, in termini di tempo, di energie e pure di denaro.

Esempio: faccio parte di un GAS. Il che vuol dire volontariato (tempo dedicato a gestione ordini e riunioni, ritiro prodotti) e prezzi a volte più elevati che nel commercio abituale. Si trova di tutto, a volte anche l' insospettabile. Ma qualità buona, poca plastica, biologico e/o km zero. Ci sono anche i punti negativi, naturalmente ....

Altro esempio: cucinarsi cibi in casa, ma tutto è impossibile (sarebbe necessario anche coltivare/ allevare la materia prima e trattarla/conservarla). Anche qui, salto nel passato, con tutti i contro della situazione.

Per il primer: cercando soluzioni alternative al "già pronto" perché sono stufa di buttare sacchi di immondizia - non so voi, ma dopo la spesa io riordino senza imballaggi (anche per motivi di spazio) e la quantità di plastica che si butta appena comperata è impressionante.... ho cercato e trovato per fortuna un rivenditore di materie prime  che mi piace molto e dal quale acquisto da un po'.
E' lì che ho trovato ricetta ed ingredienti per il primer, stufa di comperare prodotti quasi a caso e di fretta ma cari nel commercio tradizionale Ogni volta poi si butta la confezione.... E notare che io  mi trucco poco-quasi nulla.
I barattoli delle materie prime sono riutilizzabili** e carinissimi, li uso per mille cose tra prodotti per la persona e per la casa, o come regalo.
Cosa ho realizzato in questi ultimi anni di spignatto, collezionando un bel po' di oli essenziali tra l' altro?
- detergenti pavimenti e sanitari e vetri
- cera per mobili ed encausto
- saponi di diverso tipo (per persona e per pulizie varie, per lavatrice)
- cosmetica di base (creme idratanti giorno/notte/cold cream e lanolina, burrocacao, collutorio e dentifricio, burri corpo, creme allo zinco x culetti arrossati e.... l' ultimo in prova:

il primer!)
dato che ho provato, piccola quantità e contenitore mini, mi basta così.

Il vantaggio: si imparano a conoscere gli ingredienti, si impara a scegliere meglio, si impara che è meglio poco (ma buono), si impara a togliere il superfluo, si contribuisce ad un' economia più "sociale"*, si ritorna al buon senso insomma. Mi rilasso pure a preparare le mini-quantità, diversamente da quando si fa un dolce per la famiglia hihihi. E con figlie femmine spero mi tornerà utile...

*lettura consigliata: "Un mondo a 3 zeri" di M.Yunus
**sito consigliato Ocean CleanUp (vi ricordate questo?)





venerdì 1 febbraio 2019

Big snow o no?

D' obbligo (e per fortuna era tutto pronto):
- sciarpa e mitaines (uncinetto)
- berretto in lana (uncinetto e fascia elastica applicata)
- barattolino di  cold-cream (ottima protezione per il freddo)

Ci sono stati diverse allerte neve in questi giorni.
In un inverno con punte fredde (qui nel 2017) ma anche temperature troppo miti in certi momenti, quando gli "esperti" annunciano neve, ci credi (l'inverno dovrà pur arrivare, prima o poi, no?) Rimane certo un margine di probabilità che l' evento del momento non si verifichi o si verifichi con portate diverse da quanto previsto, ma per me neve e guida non vanno molto bene insieme.
Precisiamo che sono attrezzata, ma precisiamo anche che in strada se ne vedono SEMPRE di tutti* i colori:
- quello che se ne frega dei limiti di velocità', in ogni situazione
- quello che ti tampina da dietro, manco fosse seduto sul sedile posteriore
- quello che la queue de poisson è un suo talento
- quello che la freccia è un'opzione per "gli altri" (ma pretende che TU la metta)

Oggi ne ho visti altri, di questi tipi*, nel giro di due minuti mentre me ne andavo alla scuola della pupa per l' uscita delle classi (sotto la neve, ma che bello):
- quello che la neve sulla macchina non la toglie e guida solo con un "oblò'" libero nel parabrezza davanti, tanto sono gli altri che devono fare attenzione a lui
- quello che se ne frega dei pedoni sul marciapiede (i soliti poveracci) e ti schizza di neve sporca che manco un motoscafo
- quella che scende dalla Mini coi tacchi a spillo (forse è obbligatorio se hai una Mini)
*(ogni riferimento a maschile/femminile è puramente casuale: impossibile sapere se vi sia un uomo o una donna al volante, tranne nell' ultimo esempio)
Insomma, la neve è bella per le passeggiate, le sciate , le palle di neve eccetera. Ma senza automobile.

Tornando al titolo del post comunque: stamattina all' alba, nonostante l' allerta gialla, di neve manco l' ombra  un fiocco. Si va in ufficio (30 km, senza alternativa all' auto, precisiamo pure questo).
Il tempo di iniziare le attività' quotidiane, era tutto candido.
Dopo due ore, mi sono spalata la neve all' auto e me ne sono ritornata a casa (altri 30 km ad andatura lenta) mettendo la macchina in garage senza incidenti.
Ho fatto la spesa a piedi, pure un altro paio di commissioni, pochissime macchine. In queste occasioni, vien da pensare che spesso la si usa solo per pigrizia, no? Inquinamento non necessario dell' aria, facciamo la ola?

Passeggiata niente male anche con la figlia quindi, entusiasta di nuvole, panorama, piedi che scalpicciano  e impronte lasciate, qualche rischio scivolone ma siamo arrivate casa con la testa del pupazzo di neve già pronta....




domenica 13 gennaio 2019

Riciclo e riuso

Fine settimana produttivo, all' insegna del riciclo:

- sto definendo un nuovo cuscino per i-pad, commissionato ma con massima libertà di tessuti e colori. Qui in fondo al post vedete come è andata in occasione del Natale. Probabilmente mi dedicherò a stoffe chiare, questa volta, purché di spessore dato che il cuscino dev'essere comodo e "strapazzabile". Nell' ultimo realizzato ho aggiunto un anello in nastro fucsia, che può essere utile sia come "presa" per gli spostamenti, sia come porta-cavo. Vediamo cosa ne uscirà stavolta. L' esperienza è il miglior maestro, si dice.
Di sicuro cercherò - come sempre - di riciclare materiale recuperato, è davvero odioso buttare stoffe di ottima fattura, no? Lo stesso pensiero vale per i successivi due punti, siamo in tanti ad essere d' accordo sul fatto che stiamo consumando troppo e che la nostra impronta sul pianeta sia eccessiva (oltre che mal distribuita)...



- ho terminato le lavettes: semplicissime ma colorate e soprattutto utili. Inizialmente acquistate da Ikea, ai tempi delle pargole piccine,  ho continuato nell'uso e poi nel rimpiazzo. Qui nella foto ciò che ho ricavato da un vecchio accappatoio, anzi da due.



Dettaglio del motivo antisdrucciolo
- ho finalmente deciso quale lato sacrificare del nuovo tappetino da bagno, quello indispensabile all' uscita dalla doccia/ dalla vasca per non schiantarsi sulle piastrelle bagnate. Sappiamo tutti com'è, no? Ne ho altri, ma con le pargole ogni doccia è come andare al car wash (non so voi, ma qui l' unica soluzione è tappezzare ogni cm2 di piastrella). Quindi, avendo il bagno azzurro, ho lasciato il lato azzurro per l' uso e assicurato con motivi antisdrucciolo il lato giallo (gli accappatoi di cui sopra, azzurro e giallo...). Mai realizzato un tappetino, prima d'ora, penso però che lo sfrutteremo per bene!  Sohlen-Nappenlatex già usato qui.
Vista d' insieme

























Non vedo l' ora che arrivi il prossimo fine settimana...
Le foto presenti in questo blog con il logo "creazioniedintorni" sono di mia
proprietà così come alcune senza logo. Ce ne sono altre prese da internet da fonti che le definivano free, quindi per queste ultime nel caso in cui
io abbia potuto ledere inconsapevolmente il diritto d'autore, vi prego di avvisarmi via e-mail e
verranno immediatamente rimosse. Grazie