giovedì 30 giugno 2011

Aria e acqua di casa nostra

Ho trovato questo interessante sito relativo allo stato dell'aria che respiriamo. Da notare che sulla versione in inglese Airquality in Europe, l'Italia è miseramente (per la quantità, eh!) rappresentata.... 
 
E allora ecco che si fa un ennesimo paragone.
Io mica sapevo qual era il livello di inquinanti nella città italiana da cui provengo: o meglio, si veniva informati che l'aria nei punti di rilevazione aveva superato i limiti  ad alcuni giorni di distanza, oppure che nell'ultimo anno erano state superate le soglie tot volte.
 Grazie tante.
 E l'unico "rimedio" erano /sono le giornate a  targhe alterne o limitazioni alla circolazione in base alla certificazione Euro del veicolo ed alle fasce orarie.

E io, che partivo con pregiudizi da sempliciotta (più abitanti=più automobili=più inquinamento atmosferico) scopro che in fondo non sono proprio falsi, in assoluto. Al di là della necessità di spostamenti legati all'attività lavorativa, se si ha la "sfortuna" di non lavorare a pochi km di distanza da casa e pure sulla linea dei trasporti pubblici, l'automobile è d'obbligo.

Ho le prove: per 5 km di percorrenza, i tempi cambiano da 10 min (senza code nel traffico cittadino) con l'autovettura ai 35-40 minuti con i mezzi pubblici tra cambi, attese e tratti a piedi. Quando avete orari da rispettare e soprattutto figli scolarizzati, che scegliereste?
Quindi lasciamo perdere che l'inquinamento atmosferico contribuisce alle affezioni alle vie respiratorie nei più piccoli, è un gatto che si morde la coda (e che fa ingoiare antibiotici. Per chi ha bambini in tenera età o che ha problemi alle vie respiratorie, sapete cosa intendo...).
E non parliamo dei finesettimana, se volete muovervi un po' e fare una scampagnata, un'uscita fuori porta, una semplice visita ad amici e conoscenti, a famigliari etc. Idem come sopra.
Bon, passiamo ad altro.

L'acqua: in questi giorni è giunta a casa la letterina della società che gestisce, fornisce, tratta l'acqua potabile cittadina. Niente male, un bel bilancio della qualità per la fornitura 2010, con tanto di analisi a disposizione, valori e spiegazioni della distribuzione territoriale.  Di che stare tranquilli, a fidarsi dei valori certificati.



Mai visto il corrispettivo italiano (o forse non mi sono informata a sufficienza...), voi sì? Mi pare che lo si possa fare tramite Altroconsumo, ma comunque a pagamento e su iniziativa personale, per altre possibilità non saprei dire...

In Austria si poteva tranquillamente ed autonomamente prendere un campioncino dal rubinetto di casa e spedirlo all' azienda sanitaria di competenza per le analisi di rito. Via posta, tramite kit da loro fornito. Semplice, praticamente gratuito, veloce.

E da noi?
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