giovedì 17 marzo 2011

Bella Parigi! Ma è cara?

Che cerchiate la risposta in euro, franchi o addirittura in vecchi franchi (roba da aggiungere alcuni zeri come le nostre vecchie “...mila lire”) non cambia, vi rispondo * :

Cela dépend!

Da cosa... da cosa... eh beh, la lista è lunga ma la riassumo in due punti (ho il risotto in cottura, mica posso distrarmi):

1. quello che fate a Parigi

2. quali sono le vostre abitudini

1.siete turisti per caso, fai da te, squattrinati o l' esatto contrario di tutto ciò?

Parigi è quello che fa per voi, poiché nel primo caso ci vuole moooolta organizzazione prima della partenza , nel secondo caso beati voi, arrivate nel paradiso del lusso e del superfluo … ok, avrete capito che io non appartengo a questa agiatissima categoria. A ben pensarci nemmeno alla prima categoria per fortuna, dato che posso permettermi di non alloggiare al Bois de Boulogne (per quanto avere uno spazio verde a Paris sia un lusso...) Vabbè, dicevo.

Indipendentemente dal grado di gonfiore del portafoglio o dalla platinatura della vostra carta di credito, trovate di tutto . Unica accortezza nel primo caso: dovrete cercare un po', vagliare, confrontare, insomma perderete un po' più di tempo rispetto a chi invece può permettersi di “non contare” nemmeno quello.

E poi se avete male alle estremità a forza di scarpinare nonostante il metro, un biglietto sul Bateau Mouche (quello classico intendo, non quello con soirée a base di cena a lume di candela per due) per un paio d'ore di riposo non costa uno sproposito.

Se invece siete qui in pianta stabile, avrete già notato com'è la musica nella Ville Lumière:
  • baguette classica (rigorosamente 250 gr) circa 0,85 euro , ma occhio che dopo 24 ore avrà la stessa morbidezza di un tondino di ferro bresciano. Questo è il pane di base, con prezzo di base. Una tarte aux pommes bellina, carina, che è un peccato pensare di tagliarla per mangiarsela, loro - i francesi , non distraetevi -  dicono che è per 6 persone (io per quattro) e te la “regalano” per 18 euro....
  • 500 gr di pasta “nostrana” circa 0,90 euro, 500 gr di riso arborio circa 2,15 euro, 250 gr di caffè arabica del circuito “equo e solidale” circa 2,50 euro (Monoprix)
  • mazzo di 10 tulipani in offerta 3 euro (ci sono tanti di quei fiorai – come farmacie e boulagerie d'altronde– che credo sia dovuto al fatto che l' unica maniera per la maggiorparte degli abitanti di godersi un po' di verde e di natura quotidianamente sia portandoseli in casa o offrendoli). Un bel mazzo di fiori appunto da regalare per un'occasione, non te la cavi con meno di 35 euro. Se penso alle "...mila lire" mi viene un colpo.
  • frutta e verdura fresche possibilmente nei mercati di quartiere, 3 volte a settimana: sono ottime, non particolarmente care e vi sentirete taaaanto parigini col vostro panier en osier appeso (sia da vuoto che da pieno eh!) all'avambraccio . Per rimanere nella frutta e verdura di stagione 10 kiwi ve li “tirano dietro” a 3 euro, 1 kg di mele golden/renetta a 2,50 euro e un cespo di biete a 1,80 euro. Le stesse cose prese al supermercato non sanno di niente, ma costano meno.
  • carne e pesce, sempre al mercato: un polletto allo spiedo con patate ti segue a casa da solo per circa 8 euro (sufficiente per 4 persone), invece dal vollaier e dal poissonier rispettivamente ti spennano – ti prendono il portafoglio all'amo e te lo tirano via tutto intero... nulla da dire su freschezza e bontà dei prodotti, ma 1 kg di coniglio disossato per carità (quindi contare le ossa nel chilo, eh) a 22 euro, 800 gr di anatra al peperoncino d'Espelette 26 euro, non parliamo di sogliole, gamberetti e tranci di salmone. Sarà che io non ci sono abituata (e infatti mando il marito al mercato domenicale)...
  • al supermercato di quartiere tipo Franprix o ED prendo solo le cose di contorno, fette biscottate, uova, verdure surgelate, latte, succhi di frutta... prezzi onesti.
  • alla gastronomia italiana (ce ne sono due, una mobile al mercato, l'altra fissa qui vicino) non vado praticamente mai: prosciutto di Parma o bresaola poco manca che siano quotati in borsa  (circa 55 euro /kg), idem per il parmigiano... ci penso al rientro con la valigina da emigrante!
Ma veniamo al punto 2, le abitudini.
  • Se avete gusti normali, appartenete alla cosiddetta "classe media", vi piace di tutto, siete abituati a comperare in ogni categoria merceologica, troverete i prezzi in genere più alti. In genere. Ma -  in genere -  tutto è rapportato a quanto si guadagna, di solito. Sappiate però che un veritier macaron a meno di 1,50 euro al pezzo non lo troverete (ma ne vale la pena)
  • Siete abituati ad acquistare "firmato, griffato, ingioiellato & co."? Farete fondere la carta di credito  bruciando in 2 minuti il budget vacanziero settimanale di un turista normale.
  • Vi piacciono i musei e tutto ciò che sa anche solo vagamente di cultura, storia, architettura, esposizioni di artisti s-conosciuti? Non vi servirà nemmeno un hotel per il pernottamento, dato che passerete in direttissima da un punto all'altro della vostra guida Michelin o Petit Futé, nel rigoroso ordine in cui sono descritti i luoghi "must" di maggior e minor interesse.
Per le nostre abitudini (vi ricordo che da quando ci sono le pupe, le uscite tipo cinema, ristorante, vernissage, viaggetti dietro l'angolo  etc. sono ridotte quasi a zero, mentre invece in quello che è articoli per bambini apriti cielo!)  le cose sono cambiate un poco: dato che qui c'è molta più scelta in termini di prodotti e tutti (ma tutti!) i negozi, super, hyper, centri commerciali hanno aperture serali, festive, notturne e via di seguito non proprio paragonabili alla regione italiana in cui abitavamo prima....si spende per forza di più.
Spero solo che col tempo si possa diversificare l' orientamento delle uscite, in tutti i sensi.

Intanto invito eventuali futuri visitatori (più o meno temporanei) della categoria danarosa a dotarsi di questo,


perchè in giro se ne vedono davvero pochi tra gli autoctoni e la Mairie gioca a nascondino... se appartenete all'altra categoria invece, invito alla massima prudenza ed a sviluppare una visione bifocale: un occhio sulle bellezze della città, l'altro...sul marciapiede!

* Aggiungo un articolo recentissimo di Italiansinfuga (aprile.2011) qui.
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