venerdì 10 aprile 2015

(NON) Parliamone!

Meglio scriverne, così me ne libero!

Durante il contratto a tempo determinato per sostituzione di maternità mi hanno annunciato l'intenzione di rinnovarlo per un anno (con altra motivazione) per esigenze di servizio.

A meno di un mese dalla scadenza mi è stato confermato, a voce, che sarebbe stato fatto come annunciato. Per esigenze famigliari ho chiesto una modifica di orario, a voce concessa.

Ad una settimana dalla scadenza vengo chiamata e mi si comunica che la variazione d' orario prospettata  "non si può fare per regolamento aziendale", quindi unica soluzione una riduzione di orario. Ok, amen.

Il giorno di firma del contratto ho la sorpresa di vedermi proporre un contratto indeterminato full time con l'opzione da subito, rinnovabile ogni fine anno sulla base delle esigenze aziendali, del part time concordato (con l' orario  ridotto di cui sopra).

Ok, firmo (ormai all' ultimo minuto), facendo però  presente che - per le stesse esigenze famigliari di cui sopra - non potrei comunque valutare un full time nel prossimo futuro.

Però chiedo l' aumento: è stata più una punzecchiatura la mia, ma insomma se mi han voluto tenere con l' ultima proposta vorrà pure dire qualcosa, o no?
Risposta: ovvia, "per politiche aziendali" e blabla, "livellamento degli stipendi verso il basso" e blabla.

Dieci giorni dopo (a contratto ormai iniziato) mi viene chiesto di sbrigare la paperasse d' uopo  e scopro - mica tanto sorpresa alla fine però pensandoci mi prude - che l' azienda intende approfittare dello sgravio contributivo 2015 concesso a tutte le assunzioni a tempo indeterminato.

Riassumendo:

persona valida ed ormai formata professionalmente
a costo minimo (come da assunzione del primo contratto a tempo determinato e part time, ad orario ancora ulteriormente ridotto = stipendio in proporzione)
part time rinnovabile annualmente a discrezione aziendale
sgravi contributivi per l' azienda  da subito per 3 anni ( o finchè lavoro li)

Alla sottoscritta, che ha fatto presente il proprio punto di vista, rispondono ormai "se non ti va bene, puoi andare da un'altra parte".

Mah.

Riassumendo 2:
dato che il "coltello dalla parte del manico" ce l' ha l'azieda e che - supponiamo - passati i 3 anni non siano più interessati alla sottoscritta, basterebbe non confermare il part time per rendere la situazione difficile. A cosa mi serve un contratto a tempo indeterminato allora? Ormai ho già famiglia, casa e mutuo etc etc.

Mah.

Riassumendo 3:
supponiamo che tra un po' chieda ancora l' aumento, secondo voi passati i 3 anni l' azienda vorrà concedermelo?
Secondo me, dato che recentemente si è firmato un accordo sindacale per il comparto, si dovrà - ancora una volta - stare zitti o "andare da un' alltra parte".

Mah.

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