venerdì 28 gennaio 2011

Come si fa a fare tutto

Come si fa?
Sono sicura che si può e so anche come: non si devono avere intorno fattori di disturbo.
Uno dei miei propositi per l' anno nuovo era quello di pensare di più a me stessa, ma – di nuovo - come si fa?
Come si fa (ancora?!) a dedicare del tempo a sé stesse “rubandolo” alla famiglia? Come si fa – eh sì per la quarta volta in quattro frasi - ad essere madri-mogli-compagne così meschine?



Eppure si tratta di autoconservazione, oppure le mie duracell esplodono.
Eppure....

Se riguardo agli anni più recenti , cronologicamente ci sono stati:
  • interruzione forzata del lavoro causa gravidanza a rischio... i primi tempi non mi passavano più, abitavamo in Austria all'epoca quindi oltre al lavoro in stop e le uscite proibite dal medico....
  • trasloco in Italia per seguire la “vocazione lavorativa” del marito, quindi mi sono licenziata
  • nascita della prima figlia, un anno intero a seguire lei, casa e marito. E finalmente il nido per la piccola, cominciavo a dare la testa sui muri: spesa, cucina, pupa, menage... la testa ha bisogno di altro
  • tappa importante: scelta e acquisto casa, vai di accensione mutuo, scartoffie etc. E riprendo un lavoro, interessantissimo ma gestito dall'azienda un po' alla carlona...
  • seconda figlia arrivata, di nuovo spesa, cucina, pupe e menage … la testa ha di nuovo bisogno di altro, io già pianifico l'inserimento al nido e comincio a vedere cosa offre il mercato del lavoro
  • niente da fare, ennesima evoluzione lavorativa per il marito che se ne parte un 4 mesi in avanscoperta tornando ogni 2 settimane a casa per il fine settimana. Io smetto di cercar lavoro in loco e non iscrivo la pupa al nido. Col senno di poi mi bastonerei, ma tant'è. Poco tempo a disposizione.
  • traslochiamo tutti e mi rendo conto della situazione locale: dato che io non lavoro = niente posto al nido = niente mensa per la grande alla materna = è un po' tardino per trovare un'alternativa all'accudimento della prole
E qui mi fermo, riprendendo l'argomento principe di questo post.
Le mie giornate sono grosso modo tutte uguali, non faccio nulla che una casalinga e madre non abbia fatto – probabilmente con meno risorse a disposizione – da generazioni. Però la testa ha bisogno di altro. Io mi sento ostaggio della mia famiglia.
Ecco l'ho scritto, oltre ad averlo pensato e detto. Che ingrata, eh?
Sono sicura che riuscirei a sbrigare tutte le mie faccenduole domestiche in tempo record e con risultati ottimali … se solo non dovessi spezzare ogni dannatissima incombenza in x-milioni di fasi. E riuscirei a fare mille altre cose.
Se vado in bagno, in 20 secondi siamo in 3. Idem per la doccia. A volte pure il marito segue, nel tentativo di dare una mano, ma diventiamo 4.
Se rifaccio un letto, in 10 secondi è disfatto.
Se passo la scopa, c'è chi passa in mezzo al cumuletto di polvere.
Se sono in cucina, c'è chi si piazza a koala sul mio polpaccio.
Se mi siedo sul divano, mi si portano libretti da leggere o mi si svuota una tonnellata di lego su tappeto (mezza tonnellata finisce sotto il divano).
Se voglio fare 20 minuti di pilates, c'è chi si piazza sul mio tappetino a mezzo cm dal mio viso o direttamente sulle gambe.
Se insisto che non ho voglia di cucinare, mi si chiede “cosa vuoi che ti preparo” oppure “come vuoi che lo preparo”.... faccio prima a farmelo.
Se tento di giocare con la grande, la piccola si mette in mezzo e strilla, buttando tutto all'aria. Se gioco con la piccola, la grande mi fa il muso. Se le lascio giocare da sole, in 3 minuti crono si accapigliano, oppure spariscono e mi ritrovo pareti graffittate o il wc intasato di carta (l'altro giorno pure elastici per capelli e pettine). Se gioco con entrambe, tempo 5  minuti e volgiono cambiare attività, ognuno la sua ma con la mamma.
Se ne vesto una per uscire, prima la devo acciuffare e farla collaborare.
Se do le forbicine alla grande affinchè ritagli le figurine dal suo album, poi la devo portare dal parrucchiere per rimetterla in sesto.
Se preparo il tavolo con il pranzo davanti alle pupe e le lascio 3 secondi per andare a prendere il mio piatto, sono sicura che non riuscirò a mangiare caldo: bicchieri rovesciati e pasta in terra.
Eccetera eccetera. Niente di nuovo per moltissime persone, lo so.

Non c'è da meravigliarsi che non abbia più nessunissima voglia di cucinare (riesco a scuocere persino la pasta), nessunissima voglia di giocare un'ora con le bambine, nessunissima voglia di guardare un film in santa pace con mio marito. Sono sempre in movimento, anche da seduta ho le mani in funzione, mangio sempre di corsa, devo finire mille cose iniziate in epoche precedenti, magari quella stessa mattina. Non riesco più a godermi nessunissima attività , perchè son sempre in attesa dell'ineluttabile grido, pianto, richiesta della prole. O del marito.
Non so nemmeno cosa sta succedendo nel mio paese, chi ha tempo di informarsi al di là dei titoli.

Se mi pagassero per le mie attività di cuoca, colf, baby sitter, manager dell'impresa “famiglia” sarei milionaria e ai ritmi lavorativi attuali, in 3 anni potrei godermi la meritata pensione. Invece ho i nervi a fior di pelle, son disoccupata e quindi “ho tutta la giornata” a disposizione, e mi lamento.
Si vede che ho il tempo di lamentarmi....

Non mi si parli di delegare però: accetto solo l' inserimento scolare e prescolare, perchè inevitabile e al contempo formativo. Quello che vorrei è maggior condivisione dei compiti e non sentirmi dire “io la notte devo dormire perchè lavoro” oppure “ vai a farti fare qualche massaggio se hai mal di schiena” o ancora “ perchè non ti iscrivi in palestra?”, per non parlare del “chiamiamo la nonna”.

Io voglio del tempo per me, da sola, senza bisogno di vedere se c'è tempo per una doccia (sia mai un bagno rilassante) nell'agenda con una settimana di anticipo, ma soprattutto voglio che mio marito passi 4 anni così come li ho passati io ….ahahahaha.

Durerà poco ancora – spero – ma ricordo che quando ho ripreso a lavorare davvero (!!!!) dopo la primogenita … ero felice come una Pasqua, stanca a fine giornata ma rilassata, non frustrata. Eppure facevo tutto. In modo diverso.

Il primo potenziale datore di lavoro che mi chiederà “ come ho usufruito del tempo di inattività lavorativa durante la maternità per dare spessore al mio curriculum con corsi etc” lo concio...

E adesso vado a fare la pizza per stasera e mi programmo nel dettaglio un'uscita su questa benedetta metropole che ancora non sono riuscita a vedere, parbleu!
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