venerdì 2 dicembre 2011

Cosa mi piace.... e cosa mi piace meno....

Prendo spunto da qui.

E' un po' che l'idea mi frulla nella testa, per tanti motivi:

- perchè è ora di fare un bilancio, dato che il ritmo famigliare si è assestato

- perchè abbiamo avuto un'occasione di trasferirci in Marocco, è stata ben ponderata ed alla fine accantonata (grazie mille ad Alessandra per i suoi consigli, mi ha fatto molto piacere conoscerla e la seguo  spesso, anche se commento poco...). Per inciso, il blu del giardino Mayorelle mi fa morire dalla voglia di visitarlo.....

 - perchè alla luce della crisi economica attuale, si parla molto di Italia ed io penso a casa mia ed a come sarebbe se....

Quindi ecco qua :

- la boulangerie-patisserie: chi non ama i dolci ed il pane? In Germania ed Austria  fanno un pane ottimo, al che all'epoca mi sono comperata la macchina del pane per mettere un freno al salasso. Qui la macchina del pane non la uso per mancanza di spazio in cucina (e di tempo), il pane non costa uno sproposito, invece i dolci sì ma non c'è paragone (per il mio palato) , io tifo francese. Sarà solo una questione di gusto, sulla qualità degli ingredienti non posso esprimere giudizi,  ma i dolci tedeschi sono troppo zuccherosi, quelli italiani da pasticceria troppo burrosi. Qui in Francia il burro si usa (e che buono quello salato!!!), ma non si sente così tanto, e lo zucchero nemmeno. Se facessi un corso da pasticcere e poi aprissi un negozietto in Italia? Il pane è un mondo a parte: farine e liquidi utilizzati, lievito  e tempi , tecniche etc.... quasi ogni pane è ottimo se fatto con le dovute maniere,  unica nota negativa qui  forse è che la baguette in 24 ore diventa immangiabile, una vera arma bianca... .Ma è fresca freschissima perchè ogni boulangerie, per meritarsi tale appellazione, deve avere un laboratorio artigiano nel retrobottega, non limitarsi a "importare" il pane fatto altrove e cuocerlo sul posto, no no no.

- i trasporti pubblici: fino ad ora ho sperimentato in loco RER, TGV e metropolitana. Niente da dire per frequenza, pulizia, spazi. Se c'è un ritardo lo dicono, non glissano. Se c'è un ritardo, ti danno l'alternativa, a te poi scegliere se ti conviene o meno. Date le distanze ed i cambi che comportano, difficilmente sono vantaggiose, ma se urge andare in un posto meglio adeguarsi. O sceglierei di attendere.  Unico punto meno brillante: una marea di scale da fare (ma mi risparmio la palestra) coniugato ad una marea di gente.... ma tanta, davvero tanta. Che il mercoledì a volte sparisce (mercoledì non c'è scuola) a volte no, e ancora non capisco perchè....  In linea di massima, diciamo che è una città ideale per il turista, che non ha fretta . Se ci si muove con passeggino e pupi, prendersi per tempo senza dover correre....

- i servizi: basta cercare, trovi tutto quello che cerchi e di cui hai bisogno, e anche di più.  Lato negativo : il costo, ma sorvoliamo un attimo la questione. In cosa ci siamo imbattuti, oppure a cosa ricorriamo ? La tata: messo un annuncio su un sito specializzato e  la prima telefonata utile il giorno dopo è stata della  persona che abbiamo assunto. Una persona in gambissima a cui affiderei senza esitare il terzo figlio che non ho. Tutto in regola, oltretutto: costicchia ma con i rimborsi previsti ad hoc, non spendo più di quello che pagheri per un nido in Italia. I centres de loisir post scuola: funzionano da posticipo scolastico e da centro diurno durante le vacanze scolastiche, costi sostenibilissimi, validi ed efficienti. La spesa on line: abbiamo smesso di andare negli ipermercati e nei centri commerciali se non assolutamente necessario: il sovrapprezzo è ampiamente ammortizzato dal tempo e dallo stress risparmiati dall'andarci di persona.

- ambiente - spazi verdi: anche se Parigi sta spingendo molto sul tema (sistemazione di nuovi spazi, creazioni di parchi e giardinetti, aumento della biodiversità cittadina e corsi di giardinaggio, reintroduzione delle api sui tetti cittadini, creazione di corridoi verdi, bioedilizia etc) e tutto è molto pulito, qui mi manca il contatto quotidiano visivo con la natura. L'orizzonte in qualsiasi direzione (salvo uscire dai centri urbanizzati e trovarsi di colpo in campagna, piatta) è fatto di case, immobili, palazzi. Lo stile costruttivo che va per la maggiore (e visti  prezzi di mercato non stupisce) è quello "verticale". Ci sono invece tantissime occasioni per stare in mezzo al verse  se si va in strutture specifiche o si esce dall'Ile De France , parlo di flora e fauna: parc floral, parc animalier, acquari, esposizioni e Saloni. Non ci si può annoiare, basta voler (e poter: costo e bambini ammalati permettendo) uscire di casa. Una quantità di chateaux da visitare, moltissimi in ottime condizioni. Ed in genere con attività connesse: giro in bici, spettacolo equestre, ...

- modi di fare: bonjour ad ogni angolo, bises e pardon, excusez moi ad ogni momento. Forse eccessivo, ma almeno educato. Non costa nulla, calma gli animi e le intenzioni. Paese che vai, usanze che trovi, insomma.  Dalle mie parti siamo un poco più "montanari"....

- lavoro: c'è un mercato enorme. Si cercano profili di tutti i tipi, di tutti i livelli, paga minima garantita in base al livello di studi. Un centro per l'impiego attivo, anche se oberato. E  professionisti del settore che telefonano per capire se ti interessa far altro, proponendoti cose concrete. Piccolo neo: se lavori in strutture piccole e del settore privato, non ci sono i permessi di malattia (nemmeno a causa di figli ammalati) fino al 4rto giorno di assenza, quindi sei in ferie, pagate o meno. Piccolo neo bis: se non hai la macchina, sei poco mobile al di la della rete dei trasporti pubblici e quindi vincolato ad un eventuale cambio di datore di lavoro.

- clima: non so che dire, manca il sole, ovvio, ma quest'inverno si annuncia mite, un "classico" inverno parigino, a sentire gli esperti. L'anno scorso è stata un'eccezione, pare..... Certo è che per ora non sembra giovare a mia figlia, ancora non so se dipenda piuttosto dall'inquinamento atmosferico o dal fatto che a scuola frequenti una notevole quantità di coetanei, al contrario della piccola struttura del paesino italiano.

- mercati rionali: non che in Italia manchino, ma almeno qui lo fanno ANCHE la domenica mattina, per dare modo alle famiglie che lavorano di procurarsi i prodotti, anche a filiera breve ma non solo, personalmente girando da una bancarella all'altra muniti di panier en osier bello capiente. In Italia non ci andavo praticamente mai: primo perchè avevo chi mi riforniva di frutta/verdura/uova  direttamente da orto/frutteto/pollaio e poi perchè il resto si reperiva unicamente nei supermercati. Avevo pensato di aderire ad un GAS, poi non sono riuscita a realizzare la cosa.... Tornando alla possibilità di fare la spesa anche la domenica, sembra comunque di stare sempre col portafoglio in mano, se manca qualcosa  zac! in pochi minuti si fa un salto al Franprix, anche in serata dopocena....

- assistenza sanitaria: anche se all'inizio non mi andava molto giù il sistema e sicuramente è perfettibile, almeno non costa (praticamente) nulla: tutto quello che rientra nella cura di base è gratuito, il resto è rimborsto se si ha un'assicurazione sanitaria ad hoc, il cosiddetto tiers payant. E copre praticamente tutti i settori, a seconda del tipo di mutuelle e degli importi pagati si ha diritto ad un tot di rimborso. Così, una volta sbrigata tutta la paperasse necessaria ed obbligatoria, ora fila tutto liscio come su rotaie... tornare al sistema italiano vuol dire: un pediatra e un medico di base per la famiglia con orari di ricevimento ovviamente agli antipodi e su paesini diversi, libretti sanitari (qui le pupe non ce l'hanno è tutto informatizzato), marasma di ricevute della farmacia riportanti il c.f.  da conservare per la dichiarazione annuale dei redditi altrimenti cavolacci tuoi, paghi tutto.

- i formaggi e la carne: preferisco in assoluto i caprini (magnifico il pelardon des Cevennes della vicina di mia suocera) e il bleu, di tanti altri invece farei a meno (anche il mio frigo ne farebbe a meno....). Nessun problema di sorta con la carne , sanno tagliarla come si deve (tranne il prosciutto) a differenza dei teutonici... non ho ancora capito perchè....

Mi verranno sicuramente in mente altri punti, ma per ora passo e chiudo ;-)
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